MILANO (MF-NW)--Da quando il 15 settembre ha assunto la guida di Kering in qualità di ceo, Luca de Meo ha impresso una svolta netta alla governance del gruppo, puntando su una semplificazione radicale dell’organizzazione e su un modello di leadership più essenziale e responsabile. Con l’obiettivo di accelerare i processi decisionali in un contesto di mercato sempre più complesso e competitivo.
1) RIDEFINIZIONE DELLA STRUTTURA DEL GRUPPO
La trasformazione è passata in primo luogo attraverso una ridefinizione della struttura, ora articolata attorno a quattro settori strategici, Fashion & leather goods, Kering Jewelry, Kering Eyewear e Kering Next, sostenuti da una piattaforma di gruppo più snella ed efficiente. Parallelamente, de Meo ha introdotto un sistema di monitoraggio più rigoroso e condiviso, basato su un framework comune di Kpi, che consente una lettura più immediata delle performance e un controllo più puntuale delle attività. Il risultato è un’organizzazione che ambisce a essere più agile, reattiva e orientata ai risultati, in linea con le nuove esigenze del lusso globale.
2) RIDUZIONE DELL'INDEBITAMENTO
Come secondo step, de Meo ha rafforzato il bilancio con misure decisive volte a preservare la flessibilità del gruppo. Il processo di riduzione dell’indebitamento procede secondo i piani, con il debito netto a dicembre 2025 ridotto del 24% da 10,5 a 8 miliardi di euro in un anno. Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed ebitda ricorrente era di 2,5 volte, l’obiettivo è ridurlo a circa 1,5 volte per fine 2026.
3) RIORGANIZZAZIONE DEL RETAIL
Terza mossa, la riorganizzazione della rete retail. Meno punti vendita, ma migliori e più efficienti. Il manager ha tagliato 75 store lo scorso anno. Il numero è sceso così a 1.719 negozi e l’obiettivo è quello di tagliarne altri 100 nel corso del 2026, con 49 già chiusi solo nel primo trimestre. Inoltre, da qui al 2030 sono previsti investimenti per ristrutturare fino a due terzi delle boutique esistenti.
4) GESTIONE DELLE SCORTE
Quarto punto, la gestione delle scorte con una riduzione mirata di 1 miliardo di euro delle scorte entro 12 mesi, a partire dallo scorso settembre. L’obiettivo strutturale è quello di operare con circa due terzi dell'attuale rapporto di stock.
5) RIORGANIZZAZIONE DEI PREZZI
Poi c’è stata una riorganizzazione dei prezzi e della struttura dei prodotti, con Gucci che ha già realizzato l’obiettivo di riduzione del numero di articoli in magazzino di circa il 20% rispetto agli anni precedenti.
6) MIGLIORAMENTO DELLA PRODUTTIVITA' NEL MARKETING
Sesta mossa, il miglioramento della produttività nel marketing.
7) RILANCIO DI GUCCI
Infine, ultimo punto ma non per importanza, la creazione delle condizioni per il rilancio di Gucci. Raddoppiare al 20% dall’attuale 10% gli articoli in pelle Icons entro il 2030. Più di 1 miliardo di euro di ricavi aggiuntivi nel segmento leather goods entro il 2030. Razionalizzare il carryover di circa il 20% entro il 2030 - SKUs -20% (gestione delle scorte). Aumentare di oltre 600 milioni di euro la categoria ready-to-wear e scarpe entro il 2030. Aumentare di circa 500 milioni di euro la gioielleria e gli orologi entro il 2030. Obiettivo retail: raddoppiare la densità delle vendite entro il 2030
Obiettivo: Il contributo dei clienti Vic in progressione verso la soglia del 25%, garantendo una crescita di qualità nel lungo periodo.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1614:41 apr 2026