11:05 | 07 Jan 2026

FOCUS: in 2026 resilienza economia globale sotto pressione (Natixis)

MILANO (MF-NW)--"L'economia globale ha dimostrato una notevole adattabilità nel 2025. Nonostante i continui shock causati dalle politiche incostanti dell'amministrazione Trump, dalle minacce tariffarie alle guerre commerciali intermittenti, i mercati e le economie sviluppate hanno resistito alla tempesta con una resilienza che ha sorpreso molti analisti", commenta Alicia Garcia Herrero, Chief Economist for Asia Pacific di Natixis. Guardando al futuro, i vincoli della politica monetaria statunitense, il rallentamento accelerato della Cina e le molteplici sfide che l'Eurozona di trova ad affrontare delineano uno scenario macroeconomico decisamente più complesso.

INFLAZIONE SOPRA TARGET BLOCCA ALLENTAMENTI FED

Per quanto riguarda la Federal Reserve, il consenso degli economisti prevedeva un ciclo aggressivo di tagli dei tassi, che avrebbe fornito una rete di protezione contro qualsiasi indebolimento economico. Tuttavia, l'inflazione è rimasta ostinatamente al di sopra del target del 2%, alimentata dalle pressioni in settori chiave come i servizi e l'edilizia abitativa, oltre che da un mercato del lavoro ancora solido. "Ciò mette la Fed in una posizione scomoda: non può allentare significativamente la sua politica monetaria senza rischiare di riaccendere le pressioni inflazionistiche che erano state così faticosamente tenute sotto controllo. Il margine di manovra si è ridotto drasticamente, e con esso scompare uno dei principali ammortizzatori che hanno sostenuto l'economia durante gli anni turbolenti precedenti", spiega l'esperto.

RALLENTAMENTO ECONOMIA CINESE INFLUENZA REGIONE ASIATICA

Il secondo fattore di preoccupazione deriva dalla Cina, dove l'economia sta rallentando più del previsto a causa della crisi strutturale del settore immobiliare, dei consumi interni deboli e delle esportazioni minacciate dalla frammentazione del commercio globale. Questo rallentamento, prosegue Garcia Herrero, "non è un problema isolato di Pechino, poiché le sue conseguenze si riverseranno su tutta l'Asia, una regione fortemente dipendente dalla Cina come motore di crescita, destinazione per le esportazioni e fonte di investimenti". Le economie emergenti, come Corea del Sud e Sud-est asiatico, dovranno affrontare un aggiustamento nel 2026, "soprattutto se si verificherà una correzione della domanda di semiconduttori e altri prodotti correlati che l'Asia ha massicciamente esportato negli Stati Uniti, il che spiega la resilienza di questa parte del mondo nel 2025 nonostante i dazi di Trump", prosegue l'esperto.

EUROPA DEBOLE IN UN CONTESTO DI PRESSIONI SULLE FINANZE PUBLICHE

Tuttavia, l'Europa è la regione che attraverserà le sfide più significative. "Il continente è intrappolato in una tempesta perfetta", commenta Garcia Herrero. "Da un lato, sta subendo un brutale shock competitivo da parte della Cina. Le aziende cinesi non solo hanno raggiunto i loro rivali europei in settori tradizionali come l'automotive e i macchinari, ma li stanno anche superando nelle tecnologie verdi e digitali. Questa sfida è aggravata da un apprezzamento reale del 35% dell'euro rispetto allo yuan, che rende i prodotti europei proibitivi sui mercati globali, mentre le importazioni cinesi inondano il mondo". Inoltre, l'Europa dovrà fare fronte a una Russia sempre più belligerante al suo confine orientale e sarà costretta ad aumentare sostanzialmente la spesa per la difesa, in un contesto di pressione per le finanze pubbliche. Infine, l'amministrazione Trump ha indebolito l'alleanza transatlantica, lasciando l'Europa geopoliticamente isolata ed economicamente vulnerabile. In breve, conclude l'esperto, "il 2026 inizia con un cocktail di sfide senza precedenti: strumenti di politica monetaria limitati per la banca centrale che emette la valuta di riserva mondiale, il dollaro; il freno proveniente dalla Cina; e un'Europa assediata da tutti i lati. La resilienza che ha caratterizzato il 2025 è stata ammirevole, ma potrebbe aver esaurito le sue riserve".

cba


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