11:51 | 07 Jan 2026

FOCUS: Oro, non solo bene rifugio ma componente strutturale in portafoglio (Candriam)

MILANO (MF-NW)--"Il ruolo sempre più importante dell'oro nei portafogli non è più solo di copertura. Pur continuando a svolgere una funzione di assicurazione contro il venir meno della correlazione tra azioni e obbligazioni e in un contesto geopolitico più incerto, l'oro si sta gradualmente affermando come una vera e propria scelta di allocazione", commentano Thibaut Dorlet, Cfa, Senior Multi-Asset Fund Manager e Johann Mauchand, Senior Fund Manager di Candriam.

ORO SOSTENUTO DA BANCHE CENTRALI E DIFFUSIONE ETF

Questa trasformazione è sostenuta da diverse dinamiche strutturali. In primo luogo, la riallocazione delle banche centrali offre un sostegno duraturo al metallo giallo. Ad esempio, la Banca popolare cinese detiene solo il 7,7% delle sue riserve in oro: una convergenza verso il circa 20% osservato nelle banche centrali dei G10, implicherebbe quasi 3.300 tonnellate di acquisti aggiuntivi. A ciò si aggiunge un contesto macroeconomico profondamente mutato, caratterizzato da tassi reali persistentemente bassi, politiche fiscali espansive e crescenti interrogativi sulla sostenibilità del debito pubblico, fattori che rafforzano il ruolo dell'oro come asset indipendente da qualsiasi emittente sovrano e come elemento di bilanciamento naturale nei portafogli. Inoltre, l'ampiamento dei canali di accesso agli investimenti, in particolare attraverso gli Etf, ha consentito una base più ampia di investitori. "La nostra conclusione", dichiarano gli esperti, "è che recenti movimenti evidenziano una riallocazione strutturale, piuttosto che una mera speculazione, verso un asset diventato un pilastro strategico. Oggi l'oro combina due funzioni essenziali: quella di cuscinetto in periodi di stress e quella di driver di diversificazione in mercati instabili".

ORO COMBINA INDIPENDENZA DA RISCHIO SOVRANO E RISCHIO/ RENDIMENTO INTERESSANTE

Gli asset tradizionalmente considerati beni rifugio hanno seguito traiettorie contrastanti. Il potere di diversificazione delle obbligazioni sovrane è diminuito a causa delle tensioni geopolitiche e del ritorno dell'inflazione. Il dollaro Usa mantiene un ruolo centrale, proseguono gli esperti, "ma il deficit fiscale negli Stati Uniti e la graduale diversificazione degli investitori dal dollaro continuano a indebolirne la stabilità. Il franco svizzero e lo yen rimangono valute rifugio, ma la loro efficacia come strumenti di diversificazione dipende fortemente dalle scelte di politica monetaria interna". Il Bitcoin rimane fortemente dipendente dalle condizioni di liquidità, mentre le strategie Cta offrono copertura in caso di shock estremi. "In questo panorama frammentato, l'oro si distingue come uno dei pochi asset in grado di offrire indipendenza dal rischio sovrano, resilienza nei periodi di recessione e un profilo di rischio/rendimento potenzialmente interessante", spiegano Dorlet e Mauchand.

VALORE AGGIUNTO IN PORTAFOGLIO PROVIENE DA STRUMNETI ALTERNATIVI

Sostengo strutturale, indebolimento delle coperture tradizionali e maggiore necessità di diversificazione influiscono direttamente sull'analisi quantitativa, dettagliano gli esperti. "Abbiamo esaminato due periodi, un regime di mercato stabile dal 1995 al 2017 e un periodo caratterizzato da maggiori turbolenze di mercato dal 2018 al 2025. Abbiamo utilizzato un modello di ottimizzazione proprietario per determinare quali sarebbero state, col senno di poi, le allocazioni verso gli asset più desiderabili in base a diversi livelli di rischio e rendimento". Inoltre, proseguono Dorlet e Mauchand, "abbiamo imposto all'ottimizzatore di allocare almeno il 60% del portafoglio in azioni e almeno il 15% in obbligazioni. Ciò ha limitato i potenziali portafogli migliori a quelli che potevano essere ragionevolmente creati all'epoca. La stabilità del portafoglio core riflette pertanto questi vincoli piuttosto che qualsiasi preferenza spontanea del modello. La lezione chiave che abbiamo tratto riguarda il paniere degli strumenti alternativi, l'unico componente che può essere modificato per ottimizzare il rapporto rischio/rendimento. Sebbene l'ottimizzatore potesse aumentare l'esposizione sulle azioni al 100% e sulle obbligazioni fino al 40% del portafoglio, il modello non ha mai riscontrato che una sovraponderazione degli asset tradizionali fornisse il miglior risultato in termini di rischio/rendimento. Ciò dimostra che il valore aggiunto marginale su entrambi i tipi di mercati è stato generato esclusivamente dagli strumenti alternativi".

INTEGRAZIONE ORO E CTA MIGLIORA PROFILO RISCHIO/RENDIMENTO

Tra il 1995 e il 2017, periodo caratterizzato da una correlazione negativa tra azioni e obbligazioni e da tassi reali positivi, "l'oro era già presente nei portafogli ottimali, ma in modo opportunistico. I Cta hanno completato la diversificazione, mentre le valute rifugio sono rimaste secondarie", puntualizzano gli esperti. Dal 2018, invece, il cambiamento del regime macroeconomico ha portato i portafogli ottimizzati a fare un uso più frequente del paniere degli strumenti alternativi. In questo contesto, l'oro ha assunto un ruolo sempre più importante, "con allocazioni ottimali che raggiungono oltre il 20% a seconda degli obiettivi di performance, a testimonianza del suo maggiore contributo al profilo di rischio/rendimento. I Cta integrano questo blocco, mentre il ruolo delle valute rifugio si sta affievolendo". In conclusione, l'oro sta iniziando a performare non solo come asset tattico ma come componente strutturale della performance adeguata al rischio, in un contesto in cui la tradizionale diversificazione è diventata meno affidabile.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

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