02:07 | 13 Jan 2026

FOCUS: commercio mondiale cresce del 2,5% annuo, ma cambia forma (Bcg)

MILANO (MF-NW)--"In un contesto internazionale segnato da una crescente frammentazione geopolitica e da tensioni strutturali tra le grandi economie, il commercio mondiale di beni continuerà a crescere a un ritmo medio annuo del 2,5% fino al 2034, leggermente superiore a quello del Pil globale. In termini di valore, gli scambi passeranno da circa 23.000 miliardi di dollari nel 2024 a quasi 30.000 miliardi nel 2034, pur a fronte di una profonda riorganizzazione delle rotte commerciali e dei rapporti tra Paesi", secondo quanto riporta l'ultimo report del Center for Geopolitics di Boston Consulting Group (Bcg).

CALANO SCAMBI TRA UNIONE EUROPEA, STATI UNITI E CINA

"Il commercio globale non si arresta, ma si sta riorganizzando lungo nuove linee di equilibrio geopolitico", afferma Mattia Rodriquez, Managing Director e Partner di Bcg. "La tradizionale apertura dell'Unione Europea ai mercati internazionali si confronta oggi con un sistema commerciale sempre più multipolare e frammentato, che impone di trovare un nuovo equilibrio tra l'uso strategico delle leve economiche e commerciali e la difesa di un sistema di scambi fondato su regole condivise. In questo contesto, strumenti come i dazi, lo screening degli investimenti e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere sono destinati a incidere sempre più sui flussi commerciali europei nel prossimo decennio", prosegue l'esperto. In questo contesto, le difficoltà dei rapporti commerciali con Cina e Stati Uniti si tradurranno in una crescita degli scambi inferiore alla media globale, pari all'1,5% annuo, mentre il commercio con gli altri Paesi plurilaterali, che comprendono tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, i quattro Paesi europei dell'Associazione Europea di Libero Scambio, gli undici membri originari del Cptpp, oltre a Regno Unito, Corea del Sud e altre economie orientate al libero scambio come Costa Rica e Marocco, si manterrà in linea con la media mondiale del 2,5%. Inoltre, il report evidenzia che nel prossimo decennio il Mercato Unico europeo non rappresenterà il principale motore della crescita commerciale. Nonostante il rinnovato impegno politico sulle riforme del mercato interno, le prevedibili difficoltà di attuazione fanno sì che il commercio intra-Ue sia destinato a crescere a un ritmo medio annuo dell'1,4%, più lento rispetto agli scambi extra-Ue, stimati al 2,3%.

SCENDE QUOTA STATI UNITI IN COMMERCIO GLOBALE

"Guardando allo scenario di patchwork commerciale multinodale delineato da Bcg", spiega Rodriquez, "la quota degli Stati Uniti nel commercio globale di beni è destinata a ridursi, coerentemente con il mantenimento di un approccio America First che privilegia la produzione interna rispetto alle importazioni. Questo calo è riconducibile all'aumento dei dazi e di altre barriere commerciali: la quota delle importazioni statunitensi soggette a tariffe è infatti cresciuta dal 13% al 61% dal gennaio 2025. Una crescita più lenta degli scambi non implica necessariamente un rallentamento del Pil, qualora sia compensata da un rafforzamento dei consumi e della produzione domestica. In questo contesto, il commercio bilaterale degli Stati Uniti con i Paesi Brics+ (esclusa la Cina) e con i Paesi plurilaterali è previsto crescere solo dell'1,5% annuo". In Cina, invece, il volume degli scambi continuerà a crescere, toccando il 5,5% annuo con gli altri Paesi Brics+ e il 3% annuo negli scambi con il resto del mondo, rafforzando il ruolo del gigante asiatico come principale partner commerciale del Sud Globale.

PAESI PLURILATERALI REGISTRANO CRESCITA SCAMBI

"I Paesi plurilaterali sono invece destinati a registrare una crescita degli scambi superiore alla media globale, sia tra loro sia con gran parte del Sud Globale, fino al 2034", continua l'esperto. In questo scenario, i Paesi plurilaterali potrebbero rafforzare ulteriormente i legami reciproci, con una crescita degli scambi pari al 3% annuo nel prossimo decennio, grazie alla riduzione delle barriere commerciali e alla volontà di diversificare progressivamente le relazioni rispetto a Stati Uniti e Cina. Gli scambi con le economie Brics+ crescerebbero a un ritmo medio del 2,5% annuo, mentre quelli con il resto del mondo si attesterebbero intorno al 3%.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1314:07 gen 2026