11:40 | 16 Jan 2026

FOCUS: per economisti outlook globale migliora ma resta incerto (Wef)

MILANO (MF-NW)--Le prospettive economiche globali, secondo l’ultimo Chief Economists’ Outlook del World Economic Forum, sono migliorate modestamente ma rimangono incerte, con valutazioni degli asset, debito crescente, riallineamenti geoeconomici e la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale che creano sia opportunità sia rischi. Sebbene il 53% dei principali economisti preveda un peggioramento delle condizioni economiche globali nel prossimo anno, si tratta di un miglioramento significativo rispetto al 72% che la pensava così a settembre dello scorso anno.

"Il sondaggio tra i Chief Economists rivela tre tendenze chiave per il 2026: l’aumento degli investimenti in IA e le sue implicazioni per l’economia globale; il debito che si avvicina a soglie critiche con cambiamenti senza precedenti nelle politiche fiscali e monetarie; e i riallineamenti commerciali", commenta Saadia Zahidi, Managing Director del World Economic Forum. "Governi e imprese dovranno affrontare un contesto incerto a breve termine con agilità, continuando al contempo a costruire resilienza e investire nei fondamentali di crescita a lungo termine".

IA E VALUTAZIONI DEGLI ASSET SOTTO OSSERVAZIONE

I guadagni concentrati dei titoli legati all’IA dividono i pareri dei principali economisti. Una lieve maggioranza (52%) prevede un calo dei titoli statunitensi legati all’IA nel prossimo anno, mentre il 40% si aspetta ulteriori aumenti. In caso di forti ribassi, il 74% ritiene che gli effetti si estenderebbero all’economia globale. Le criptovalute hanno prospettive più fosche, con il 62% che prevede ulteriori cali dopo le turbolenze di mercato, mentre il 54% ritiene che l’oro abbia raggiunto il picco dopo i recenti rally.

Per quanto riguarda i ritorni attesi dall’IA, le opinioni variano notevolmente tra regioni e settori. Circa quattro economisti su cinque prevedono guadagni di produttività entro due anni negli Stati Uniti e in Cina. Il settore delle tecnologie dell’informazione è atteso adottare l’IA più rapidamente, con quasi tre quarti degli economisti che prevedono guadagni di produttività imminenti. Seguono servizi finanziari, catene di approvvigionamento, sanità, ingegneria e retail, con tempistiche di uno-due anni. Per dimensione aziendale, si prevede che le società con più di 1.000 dipendenti registreranno guadagni prima: il 77% degli economisti prevede aumenti significativi di produttività entro due anni.

Sul fronte occupazionale legato all’IA, si prevede un’evoluzione graduale: due terzi degli economisti prevedono perdite di posti di lavoro modeste nei prossimi due anni, ma le opinioni divergono sul lungo termine: il 57% prevede perdite nette entro dieci anni, mentre il 32% prevede aumenti con la nascita di nuove occupazioni.

IL DEBITO POTREBBE RICHIEDERE SCELTE DIFFICILI

Gestire livelli elevati di debito è diventata una sfida centrale per i responsabili politici, soprattutto con l’aumento della pressione sulla spesa. La spesa per la difesa è quasi unanimemente prevista in crescita: il 97% degli economisti prevede aumenti nelle economie avanzate e il 74% nei mercati emergenti. Anche la spesa per infrastrutture digitali ed energia dovrebbe aumentare. La maggior parte degli altri settori manterrà livelli di spesa stabili, mentre la maggioranza degli economisti prevede un calo della spesa per la protezione ambientale sia nelle economie avanzate (59%) sia in quelle emergenti (61%).

Le opinioni sono divise sulla probabilità di crisi del debito sovrano nelle economie avanzate, mentre quasi la metà (47%) le ritiene probabili nei mercati emergenti. Una larga maggioranza degli economisti prevede che i governi ricorrano a un’inflazione più alta per ridurre il peso del debito (67% nelle economie avanzate, 61% nei mercati emergenti). Anche l’aumento delle tasse è considerato probabile dal 62% per le economie avanzate e dal 53% per i mercati emergenti. Il 53% degli economisti prevede ristrutturazioni o default del debito come strategia nei mercati emergenti nei prossimi cinque anni, contro solo il 6% per le economie avanzate.

RIALLINEAMENTO DEI FLUSSI COMMERCIALI E PROSPETTIVE DI CRESCITA REGIONALE

Il commercio e gli investimenti globali si stanno adattando a una nuova realtà competitiva. Gli economisti prevedono che le tariffe sulle importazioni tra Stati Uniti e Cina rimarranno per lo più stabili, sebbene la concorrenza possa intensificarsi in altri ambiti. Il 91% prevede che le restrizioni statunitensi all’export tecnologico verso la Cina rimangano o aumentino; l’84% prevede lo stesso per le restrizioni cinesi sui minerali critici.

In questo contesto, il 94% degli economisti prevede un aumento dei trattati commerciali bilaterali e il 69% la crescita degli accordi commerciali regionali. L’89% prevede un ulteriore incremento delle esportazioni cinesi verso mercati non statunitensi, mentre le opinioni sul futuro dei volumi commerciali globali sono divise. Quasi la metà prevede un continuo aumento dei flussi di investimenti internazionali, e il 57% un incremento degli investimenti diretti esteri negli Stati Uniti, rispetto al 9% che prevede un aumento verso la Cina.

PROSPETTIVE DI CRESCITA REGIONALE

Tra gli economisti intervistati, il Sud Asia guida le attese con il 66% che prevede performance forti o molto forti, trainate dalla robusta crescita in India. Il 45% prevede forte crescita e il 55% moderata in Asia orientale e Pacifico. Nella regione Mena, il 36% prevede forte crescita e il 64% moderata. Negli Stati Uniti le prospettive sono migliorate, con il 69% che prevede crescita moderata (rispetto al 49% di settembre 2025), ma solo l’11% crescita forte. La Cina presenta prospettive miste: il 47% prevede crescita moderata, il 24% forte e il 29% debole. L’Europa affronta le prospettive più deboli, con il 53% che prevede crescita debole, il 44% moderata e solo il 3% forte.

alb

alberto.chimenti@mfnewswires.it


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