04:10 | 22 Apr 2026

FOCUS: strategia di Unicredit per Commerzbank irta di sfide per governance (Scope Ratings)

MILANO (MF-NW)--Il prossimo 5 maggio è attesa iniziare l'Ops di Unicredit per salire sopra il 30% del capitale di Commerzbank, uno dei molti passaggi di una strategia di lungo termine il cui esito, a detta di Julian Zimmermann, analista delle istituzioni finanziarie di Scope Ratings, dipenderà largamente dalle adesioni all'offerta.

Nello scenario di base dell'agenzia europea, già inclusa nella conferma del rating A/Stabile su Unicredit lo scorso 20 marzo, dopo l'annuncio dell'Ops, Scope prevede un'adesione limitata all'offerta, tale da mantenere la partecipazione di UniCredit ben al di sotto della soglia oltre la quale si assumerebbe il controllo (anche di fatto) e si procederebbe quindi al consolidamento dei conti. Il management di Unicredit ha ribadito che questa è l'opzione preferita in termini di rendimenti finanziari.

L'adesione all'offerta, prosegue l'esperto, potrebbe essere ulteriormente limitata dal prezzo implicito dell'offerta e dall'opposizione del governo tedesco, che detiene ancora una partecipazione del 12,72% in Commerzbank. In questo caso, Zimmermann prevede implicazioni finanziarie e creditizie limitate per entrambi gli emittenti.

Allo stesso tempo, lunedì durante una teleconferenza l'amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, ha delineato in dettaglio uno scenario in cui l'adesione all'offerta sia tale da consentire all'istituto di Piazza Gae Aulenti di assumere il controllo di Commerzbank dopo la chiusura dell'offerta, nel primo semestre del 2027, subordinatamente a determinate condizioni, tra cui le approvazioni normative. Ciò potrebbe includere casi in cui la partecipazione azionaria rimanga inferiore al 50% + 1 azione, laddove il controllo effettivo sia stabilito dalla legge tedesca. Unicredit ha segnalato l'intenzione di gestire la propria posizione per evitare tale esito.

Il controllo e il conseguente consolidamento, spiega Zimmermann, avrebbero un impatto significativo sul coefficiente Cet1 del gruppo. In uno scenario con una partecipazione del 100%, il coefficiente si ridurrebbe di circa 200 punti base rispetto ai livelli di fine 2025 (secondo le stime di Unicredit). Con una partecipazione del 50% + 1 azione, invece, la riduzione di capitale aumenterebbe a circa 280 punti base, riflettendo il trattamento normativo delle partecipazioni di minoranza.

In uno scenario in cui Unicredit assume il controllo, Orcel ha spiegato che intende mantenere Commerzbank come entità indipendente per un certo periodo di tempo, al fine di consentire i processi di integrazione, prima di fonderla con la sua controllata tedesca UniCredit Bank GmbH (A/Stable) verso la fine del decennio, tramite un'operazione sul mercato.

Al contempo, prosegue Zimmermann ripercorrendo quanto emerso lunedì, Unicredit ha comunicato obiettivi molto ambiziosi per Commerzbank e per una potenziale entità combinata. Ciò segnala la volontà di esaminare più attentamente la strategia Momentum della ceo Bettina Orlopp e, in generale, di gestire la propria partecipazione azionaria in modo più proattivo. "Riteniamo che la strategia di Commerzbank per la sua autonomia sia relativamente ambiziosa ma realizzabile e prevediamo che la banca comunicherà obiettivi aggiornati l'8 maggio, in risposta alle proposte di Unicredit", afferma l'analista di Scope.

Al contempo, gli obiettivi significativamente più ambiziosi definiti da Unicredit "sottolineano un elevato grado di incertezza strategica e riflettono i profondi disaccordi tra i due team dirigenziali, evidenziati anche dall'immediato e pubblico rifiuto delle proposte di Unicredit da parte di Commerzbank". Gli obiettivi illustrati da Orcel si basano principalmente su risparmi di costo pari a 1,3 miliardi di euro entro il 2028, di cui il 60% relativo ai costi del personale e il 40% ad altri costi operativi. Le misure precise rimangono tuttavia piuttosto generiche e le proiezioni sono state effettuate senza accesso al personale, al management o ai dati interni di Commerzbank, il che potrebbe averne ridotto l'accuratezza.

Per quanto riguarda i ricavi, conclude Zimmermann, l'impatto netto fino al 2028 è stimato a -450 milioni di euro a causa di una riduzione di quelle che Unicredit definisce attività "non core", bilanciata da alcuni ricavi aggiuntivi derivanti da offerte supplementari.

bon


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2216:10 apr 2026