MILANO (MF-NW)--I titoli della difesa europea sono saliti con decisione ad inizio settimana, con Rheinmetall tra i migliori e altri nomi del comparto, tra cui Bae Systems, Renk e Leonardo, in forte rialzo. Secondo Tom Bailey, Head of Etf Research di HANetf, "la reazione dei mercati non riflette tanto l'operazione statunitense in Venezuela in sé, quanto ciò che essa segnala in termini di sicurezza europea e affidabilità delle alleanze: gli investitori sembrano scontare sempre più uno scenario in cui l'Europa deve farsi carico di una quota maggiore della propria sicurezza, non solo a causa della Russia, ma anche per la crescente incertezza sulla solidità degli impegni statunitensi all'interno della Nato".
L'azione in Venezuela, spiega l'esperto, può essere letta nel quadro della National Security Strategy recentemente pubblicata dall'amministrazione Trump, che ribadisce l'enfasi sulla supremazia degli Stati Uniti nell'emisfero occidentale e descrive il Venezuela come un potenziale punto d'appoggio per interessi cinesi, russi e iraniani. Il rovescio della medaglia di questa emergente "neo-Dottrina Monroe" è però un relativo declassamento della sicurezza europea: la strategia attribuisce maggiore importanza alla "stabilità diplomatica" nei rapporti con la Russia e, in generale, suggerisce una riallocazione delle priorità strategiche di Washington. Per decisori politici e investitori europei, questo contesto rafforza la necessità di accelerare la spesa per la difesa e lo sviluppo della capacità industriale. In tale prospettiva, gli impegni di spesa e le promesse di rafforzamento delle capacità assunte dai governi europei nel 2025 appaiono sempre più di natura strutturale, piuttosto che ciclica, e difficilmente verranno ridimensionati.
L'incertezza, inoltre, è stata amplificata dal rinnovato ed esplicito interesse di Trump per la Groenlandia, incluse dichiarazioni pubbliche secondo cui gli Stati Uniti "hanno bisogno" del territorio per motivi di sicurezza nazionale. Il fatto che l'attenzione sulla Groenlandia sia tornata immediatamente dopo l'operazione in Venezuela ha accentuato il disagio europeo, perché suggerisce la disponibilità a tradurre in azioni ambizioni dichiarate da tempo. Anche se l'esito finale è impossibile da prevedere, la sola ipotesi che il membro più potente dell'alleanza possa esercitare pressione su un alleato Nato più piccolo introduce una nuova e scomoda fonte di instabilità nell'ordine di sicurezza europeo e, di riflesso, rafforza la narrativa di fondo che sostiene il riarmo europeo e la forza relativa dei titoli del comparto difesa, conclude.
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0716:57 gen 2026