11:55 | 09 gen 2026

FOCUS: Venezuela, la ripresa dipenderà da un vero cambio di regime (Dpam)

MILANO (MF-NW)--All'inizio del 2026, il contesto geopolitico è tornato al centro dell'attenzione a seguito dell'azione intrapresa dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha portato alla rimozione del presidente venezuelano Nicolas Maduro. "L'azione ha riacceso le speranze di un cambio di regime in Venezuela, così come quelle di maggiori investimenti da parte delle compagnie petrolifere statunitensi nel Paese", Filipe Gropelli Carvalho, Emerging Markets Analyst di Dpam.

CAMBIO DI REGIME APPARE AL MOMENTO IMPROBABILE

"Per ora, tuttavia, il primo scenario appare poco probabile", commenta Gropelli Carvalho. In Venezuela si sta delineando la possibilità di un governo chavista, guidato dall'attuale presidente ad interim Delcy Rodríguez, che operi, di fatto, sotto indicazione degli Stati Uniti. Inoltre, prosegue l'esperto, "Trump ha recentemente dichiarato che il Venezuela invierà fino a 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti, equivalenti a circa 30-50 giorni di produzione venezuelana. Gli Stati Uniti possono continuare le operazioni nel Paese per colpire altre figure chiave accusate di narcotraffico, come il ministro dell'Interno Diosdado Cabello e il ministro della Difesa Vladimir Padrino López". Un cambio di regime appare al momento improbabile in quanto, in base alla Costituzione del Paese, Rodríguez può rimanere presidente ad interim finché i tribunali considerano l'assenza di Maduro temporanea. Qualora l'allontanamento di Maduro fosse giudicato permanente, potrebbero essere chiamate nuove elezioni, che presenterebbero comunque problemi di credibilità e organizzazione. Inoltre, "gli Stati Uniti sembrano contrari all'ascesa al potere della leader dell'opposizione María Corina Machado, poiché l'apparato militare e di intelligence, ancora saldamente radicato, resta legato al partito di governo Psuv", spiega l'esperto.

RILANCIARE SETTORE PETROLIFERO VENEZUELANO POTREBBE RICHIEDERE ANNI

Guardando al futuro, rilanciare il settore petrolifero venezuelano, anche con il sostegno degli Stati Uniti, potrebbe richiedere anni e gli investimenti avranno bisogno di tempo per concretizzarsi. In una prospettiva più ampia, continua Gropelli Carvalho, "questi sviluppi rafforzano la nostra convinzione di lunga data di un Trump più assertivo nei confronti dell'America Latina. Il presidente ha dedicato maggiore attenzione a una regione che per anni era stata marginalizzata nella politica estera statunitense, ma che è tornata rilevante alla luce di questioni di politica interna, in particolare traffico di droga e migrazione, molto care alla sua base elettorale". Un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti potrebbe avere ripercussioni sia sul Messico che sulla Colombia. "Il primo appare meno esposto, grazie all'approccio più cooperativo della presidente Claudia Sheinbaum nei rapporti con Washington, nel contesto di stretti legami economici e dei negoziati in corso sull'Usmca", prosegue l'espertpo. Al contrario, il presidente colombiano, Gustavo Petro, "continua ad assumere una posizione di sfida nei confronti di Trump, aumentando il rischio di azioni statunitensi più aggressive. Le elezioni presidenziali colombiane previste per maggio 2026 rappresentano un evento di rischio da monitorare, poiché potrebbero accentuare l'incertezza politica, la polarizzazione e le tensioni esterne in una fase di crescente leva statunitense sulla regione", conclude Gropelli Carvalho .

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