08:14 | 13 feb 2026

FOCUS: San Valentino costerà il 6,9% in più rispetto allo scorso anno (eToro)

MILANO (MF-NW)--Festeggiare San Valentino in Italia nel 2026 costerà il 6,9% in più rispetto a un anno fa, dichiarano gli esperti di eToro. "Sembra poco, finché non lo si confronta con l'inflazione generale italiana, ferma all'1,2% a dicembre 2025. Il differenziale è di 5,72 punti percentuali. Non è un dettaglio statistico. È il premio che il mercato applica al romanticismo. L'amore costa più del resto dell'economia", commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro per l'Italia.

NEGLI STATI UNITI LA SPESA COMPLESSIVA SARÀ DI 29,1 MLD USD

Negli Stati Uniti, invece, per San Valentino 2026 si prevede una spesa complessiva di 29,1 miliardi di dollari, segnando un aumento del 5,8% rispetto al 2025. Inoltre, la spesa media per persona raggiungerà 199,78 dollari, superando anche il livello record registrato durante la pandemia nel 2020. "Ma c'è un dettaglio che ribalta la narrazione romantica: nel 2025 gli americani hanno speso 259 dollari per la Festa della Mamma e 199,38 per quella del Papà. San Valentino arriva terzo. La gerarchia affettiva è matematica: prima i genitori, poi il partner", commenta l'esperto. In Europa, "il fenomeno si replica con intensità variabile. La Spagna guida con un'inflazione di San Valentino del 9,3%, la Germania si ferma al 6,9%, la Francia al 5,9%. L'Italia mostra il contrasto più stridente: in un Paese dove i prezzi crescono appena, San Valentino è un'anomalia che brucia", spiega Debach.

RINCARI PER IL SETTORE DEI GIOIELLI SPINTI DA PREZZI ORO

L'indice di San Valentino eToro, costruito su cinque categorie Eurostat equiponderate, evidenzia una netta spaccatura tra i diversi settori. La regalistica, cioè cioccolato, fiori e gioielli, registra un aumento del 9,97% in Italia e del 9,0% nell'Eurozona, mentre le esperienze, cinema, teatri, concerti, ristoranti e hotel, crescono più moderatamente: +1,57% in Italia e +2,2% nell'Eurozona. Tuttavia, "la voce più esplosiva è la gioielleria: +18,4% in Italia, +23% in Spagna, +10,7% nell'Eurozona. Dietro c'è l'oro, che viaggia attorno ai 4.900 dollari/oncia, in rialzo di oltre il 70% anno su anno, per motivazioni ormai note, tra tensioni geopolitiche e acquisti delle banche centrali", commenta l'esperto. "Quando i mercati vanno in crisi, gli anelli vanno in orbita. Ma il caso più istruttivo è un altro. Le quotazioni del cacao sono crollate del 64% in dodici mesi: dai massimi storici sopra 12.000 dollari/tonnellata del 2024 ai 3.724 dollari di oggi. Eppure, il cioccolato costa il 13,7% in più nell'Eurozona, il 9,3% in Italia", prosegue Debach. "La materia prima affonda. Lo scaffale sale. Come è possibile? Non è un'anomalia, è la dinamica classica delle filiere: primo, il lag della filiera", dichiara l'esperto, "i produttori acquistano cacao con contratti a termine, spesso con 6 o 12 mesi di anticipo. I prodotti venduti oggi sono stati realizzati quando le quotazioni erano ai massimi". In secondo luogo, i listini mostrano una rigidità al ribasso: gli aumenti di prezzo vengono trasferiti rapidamente ai consumatori, mentre eventuali riduzioni, se e quando arriveranno, si concretizzeranno solo quando il nuovo livello di prezzo sarà considerato stabile.

cba


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1320:14 feb 2026