05:12 | 23 feb 2026

FOCUS: Trump riavvia tensioni commerciali con Europa, in crisi accordo transatlantico (Edmond de Rothschild AM)

MILANO (MF-NW)--Dopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato l'utilizzo dell'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) da parte dell'amministrazione Trump illegittimo, la Casa Bianca ha imposto un dazio generale del 15% ai sensi della Sezione 122, che resterà in vigore per 150 giorni. "Questa mossa unilaterale rimescola le carte in un rapporto commerciale transatlantico già fragile e minaccia un accordo faticosamente raggiunto tra Washington e Bruxelles", commenta Michaël Nizard, head of Multi-Asset & Overlay di Edmond de Rothschild AM.

ATTIVAZIONE SEZIONE 122 RIPORTA ALIQUOTA OLTRE 15%

L’inasprimento delle tariffe si inserisce in un momento in cui l’Unione Europea cerca di garantire un accordo presentato come un passo verso una maggiore stabilità nelle relazioni commerciali. "Negoziato in Scozia lo scorso anno, l'accordo transatlantico prevedeva che gli Stati Uniti mantenessero una tariffa del 15% sulla maggior parte delle esportazioni europee, mentre l'Unione Europea avrebbe ridotto a zero i propri dazi sui prodotti industriali americani e su alcuni prodotti agricoli", spiega l'esperto. Gli stati membri hanno dato il via libera al testo, ma il Parlamento Europeo non ha ancora ratificato il documento, che potrebbbe trovarsi sospeso. Prima dell’annullamento dei dazi basati sull’Ieepa, l’aliquota tariffaria effettiva aveva raggiunto il 19,6%, il livello più elevato dal 1935. La decisione della Corte Suprema ha immediatamente ridotto l’aliquota al 9,1%, dimezzando la pressione tariffaria complessiva. Tuttavia, l’attivazione della Sezione 122 ha successivamente riportato l’aliquota oltre il 15%, ripristinando parte della barriera tariffaria, senza tuttavia tornare al picco precedente. "Se queste misure temporanee scadranno dopo 150 giorni, l'aliquota effettiva tornerà automaticamente al 9,1%, a dimostrazione di quanto la traiettoria commerciale degli Stati Uniti dipenda ora dalle decisioni legali e politiche", prosegue Nizard. Secondo quanto riportato da The Budget Lab State of Tariffs, le entrate fiscali stimate per il periodo 2026–2035 ammontavano a 2,4 trilioni di dollari; alla luce della nuova sentenza, è tuttavia probabile una revisione al ribasso delle proiezioni.

REGNO UNITO PENALIZZATO, AUMENTA TENSIONE CON UE

Il Regno Unito, che aveva ottenuto un’aliquota uniforme del 10% nell’ambito di un accordo di "reciprocità", si trova ora a fronteggiare un incremento di cinque punti percentuali. Nei confronti dell’Unione Europea, i rapporti stanno diventando più tesi. La Commissione europea ha richiesto formalmente "un chiarimento completo", ribadendo che "un accordo è un accordo". Il messaggio è che il Parlamento europeo non procederà alla ratifica dell'accordo transatlantico se gli Stati Uniti continueranno a modificare unilateralmente le condizioni concordate.

PER INVESTITORI, FOCUS SU DIVERSIFICAZIONE LONTANO DA USA

In questo contesto di crescenti tensioni geoeconomiche, "avevamo adottato una tesi di investimento legata a una fase di rotazione geografica lontano dai titoli azionari statunitensi e a una più ampia distribuzione della performance al di fuori dei settori più dinamici o più fortemente detenuti", prosegue l'esperto. "Questo contesto rafforza la nostra convinzione nel valore delle due strategie che abbiamo lanciato negli ultimi mesi, Global Resilience e Mission Europa. La prima mira a concentrarsi su società resilienti in un mondo instabile, mentre la seconda punta su società che trarranno vantaggio dalla risposta europea a questo contesto", dichiara Nizard. "Conserviamo inoltre il nostro poosizionamento di sovrappeso sui titoli azionari giapponesi e dei mercati emergenti, che attualmente continuano a sovraperformare", conclude l'esperto.

cba


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2317:12 feb 2026