06:12 | 24 feb 2026

FOCUS: decisione Corte Suprema difficilmente porrà fine a dazi Usa (Invesco)

MILANO (MF-NW)--La Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ai sensi dell’Ieepa. Tuttavia, le aliquote tariffarie non dovrebbero ridursi in modo significativo, poiché l’amministrazione dispone di altre basi giuridiche per reintrodurle. Questo scenario potrebbe tradursi in un aumento della volatilità sui mercati finanziari, senza però incidere in maniera sostanziale sui fondamentali macroeconomici, commentano Brian Levitt, Benjamin Jones e James Anania, esperti di Invesco.

DOLLARO INDEBOLITO A CAUSA DI IRRIPIDIMENTO CURVA TREASURY

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito, con una decisione di 6 voti a 3, che l'utilizzo dell'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) da parte dell'amministrazione Trump per imporre dazi è illegittimo. "La sentenza era ampiamente prevista. I mercati predittivi avevano costantemente indicato una bassa probabilità che le tariffe Ieepa fossero confermate, soprattutto dopo che la Corte Suprema aveva espresso scetticismo sulla loro legalità durante le discussioni orali dello scorso novembre", spiegano gli esperti. Nonostante il pronunciamento fosse in gran parte scontato dai mercati finanziari, i mercati hanno registrato delle reazioni. Le small cap statunitensi hanno registrato un forte balzo, sostenute dalla minore incertezza sulle catene di approvvigionamento, che potrebbe favorire un miglioramento dei margini di profitto. Anche le azioni non statunitensi hanno chiuso in rialzo, in particolare nei Paesi fortemente orientati all'export e più sensibili alla politica commerciale degli Stati Uniti, come Canada, Messico e diverse economie asiatiche. Nel mercato obbligazionario, la curva dei rendimenti dei Treasury Usa si è irripidita a seguito dell'aumento dei tassi a lungo termine, segnalando un probabile rafforzamento delle aspettative di crescita e l'impatto della pressione fiscale legata a una possibile riduzione delle entrate da dazi. Parallelamente, il dollaro Usa si è indebolito, complice proprio l'irripidimento della curva e la prospettiva che dazi più contenuti possano esercitare minori pressioni inflazionistiche, lasciando alla Federal Reserve maggior margine per proseguire nel percorso di riduzione dei tassi di interesse.

ALIQUOTA COMPLESSIVA NON DIMINUIRÀ IN MODO SOSTANZIALE

Nonostante la Corte abbia annullato i dazi Ieepa, "è improbabile che i livelli tariffari complessivi degli Stati Uniti diminuiscano in modo sostanziale. Altre leggi conferiscono al Presidente ampi poteri per imporre dazi, il che significa che quelli precedentemente emanati ai sensi dell'Ieepa potrebbero semplicemente essere reintrodotti in base a quadri giuridici diversi", spiegano Levitt, Jones e Anania. La sezione 122 consente al Presidente di imporre dazi fino al fino al 15% per 150 giorni senza l'approvazione del Congresso. Inoltre, soluzioni più permanenti includono i dazi della Sezione 232 e della Sezione 301, che richiedono processi potenzialmente lunghi per essere messi in atto, ma non hanno limiti di tempo una volta imposti. "Con le molteplici strade che possono essere perseguite per mantenere in vigore i dazi, quelli statunitensi sembrano destinati a rimanere, anche se la loro base giuridica potrebbe cambiare", dichiarano gli esperti.

ECONOMIE GLOBALI DIMOSTRANO RESILIENZA

Le economie globali e i mercati finanziari hanno già dimostrato di poter resistere a tassi tariffari statunitensi elevati per diversi decenni. "Le nostre prospettive per il 2026 rimangono ottimistiche. Si stanno verificando contemporaneamente importanti fattori favorevoli, tra cui stimoli fiscali e monetari a livello mondiale e sostanziali investimenti guidati dall'intelligenza artificiale che hanno il potenziale per aumentare la produttività e la crescita economica", commentano gli esperti. "Questi fattori favorevoli si inseriscono in un contesto in cui le famiglie e le imprese, nel loro complesso, non sono eccessivamente indebitate. Il contesto continua quindi ad essere positivo per gli asset rischiosi, in particolare per i settori di mercato che presentano valutazioni interessanti, come i titoli non statunitensi e a bassa capitalizzazione e i settori ciclici statunitensi", proseguono Levitt, Jones e Anania.

POSSIBILE AUMENTO DELLA VOLATILITÀ SUI MERCATI FINANZIARI

Questa sentenza non cambia, se non in misura minima, le previsioni in materia di investimenti. "Sebbene esistano diversi percorsi legali per replicare i dazi Ieepa, il processo potrebbe non essere del tutto semplice. Le aziende che hanno già pagato i dazi Ieepa potrebbero potenzialmente intentare causa per ottenere un rimborso. Infatti, quasi 1.000 aziende hanno già annunciato l'intenzione di farlo, complicando potenzialmente la posizione fiscale del governo statunitense", continuano Levitt, Jones e Anania. Al di fuori degli Stati Uniti, i paesi colpiti dai dazi potrebbero cercare di rinegoziare gli accordi commerciali, con il rischio di una rinnovata incertezza politica nel momento in cui l'economia globale sembrava adattarsi alle aliquote tariffarie. Dal punto di vista degli investimenti, "sebbene le prospettive macroeconomiche e di mercato siano ancora incoraggianti, è possibile un aumento della volatilità mentre gli investitori cercano di orientarsi nella sequenza di eventi in corso. Il contesto post-sentenza della Corte Suprema, tuttavia, non sembra sostanzialmente diverso da quello precedente alla sentenza", concludono gli esperti.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2418:12 feb 2026