MILANO (MF-NW)--La maggior parte dei fondi obbligazionari attivi e degli exchange-traded fund (Etf) ha superato, al netto delle commissioni, la performance mediana dei rispettivi omologhi passivi, riportano Marc Seidner e Mohit Mittal, esperti di Pimco.
OBBLIGAZIONARIO ATTIVO SOVRAPERFORMA NEL 64% DEI CASI
La ricerca, inizialmente pubblicata da Pimco nel 2017 con il titolo "Le obbligazioni sono diverse: gestione attiva contro gestione passiva in 12 punti", è stata aggiornata per coprire due decenni, prendendo in esame il periodo compreso tra il 30 settembre 2005 e il 30 settembre 2025. I risultati mostrano che i fondi obbligazionari attivi, in generale, hanno sovraperformato i loro omologhi passivi nel 64% dei casi. Si tratta di un dato significativamente superiore al 43% registrato dai fondi azionari attivi rispetto ai loro equivalenti passivi. Il periodo preso in esame copre dalla crisi finanziaria alla pandemia, da quando il rendimento dei Treasury a 10 anni ha raggiunto il minimo storico al picco dell'inflazione, fino al rialzo generazionale dei rendimenti obbligazionari. In questa vasta gamma di condizioni, la gestione attiva nel reddito fisso ha sovraperformato in media quella passiva. "Sì, la gestione attiva costa di più, in genere circa 35 punti base (pb) in più nelle cinque maggiori categorie di reddito fisso Morningstar per asset in gestione, al 30 settembre 2025. Ma quando la gestione attiva genera più di questo in termini di alfa, o sovraperformance rispetto al mercato in generale, il calcolo è semplice. Al netto delle commissioni, il reddito fisso attivo può offrire rendimenti migliori", commentano gli esperti.
INEFFICIENZE MERCATO CREANO OPPORTUNITÀ ATTIVE
Gli investimenti passivi nel reddito fisso hanno un track record mediocre, in parte a causa delle peculiarità del mercato obbligazionario, che favoriscono la gestione attiva. Per esempio, "quasi la metà del mercato obbligazionario globale è costituito da investitori come banche centrali, compagnie assicurative e banche commerciali che operano con obiettivi e vincoli specifici", proseguono Seidner e Mittal. "Molti di questi investitori cercano il beta, ovvero un'esposizione di mercato su ampia scala, piuttosto che l'alfa. I loro mandati primari, come la gestione valutaria, il capitale obbligatorio o il rendimento contabile, possono creare inefficienze di mercato persistenti. Per esempio, quando i fondi passivi sono vincolati a seguire le regole di ribilanciamento periodico dell'indice, i prezzi di mercato si muovono, consentendo ai gestori attivi di anticipare, agire e cercare di trarne profitto", dichiarano gli esperti. In questo contesto, la complessità dei mercati obbligazionari rende difficile la replica dell'indice. A differenza delle azioni, le obbligazioni maturano, creando un turnover costante. "Gli indici obbligazionari assegnano inoltre i pesi più elevati agli emittenti con il debito più elevato, non necessariamente quelli con il miglior valore economico. I gestori passivi spesso detengono meno della metà dell'indice, il che porta a un tracking error", spiegano gli esperti. Inoltre, le emissioni obbligazionarie più recenti sono spesso quotate con uno sconto per attirare gli acquirenti. "L'alfa strutturale, ricercato identificando le inefficienze ripetibili del mercato, è uno strumento chiave per la sovraperformance della gestione attiva", proseguono Seidner e Mittal.
VOLATILITÀ GEOPOLITICA CREA NUOVE OPPORTUNITÀ
Gli investitori hanno una varietà di obiettivi. "I fondi pensione necessitano di una corrispondenza con le passività e di rendimenti reali. I fondi di dotazione e i fondi sovrani puntano alla diversificazione. Gli investitori individuali spesso cercano reddito e diversificazione rispetto alla volatilità del mercato azionario", commentano gli esperti. Le strategie passive sul reddito fisso adottano in genere un approccio unico per tutti e hanno storicamente sottoperformato rispetto alle loro controparti attive. "La gestione attiva ha storicamente offerto rendimenti migliori al netto delle commissioni, maggiore flessibilità e soluzioni personalizzate rispetto alle controparti passive. Con l'attuale forte liquidità del mercato del reddito fisso pubblico, i gestori attivi possono spostarsi tra settori, aree geografiche e scadenze, cosa che i fondi passivi semplicemente non possono fare", continuano Seidner e Mittal. "Con rendimenti iniziali vicini ai massimi pluriennali e la volatilità geopolitica che crea nuove opportunità, ora è il momento di considerare questo passaggio. Non bisogna lasciarsi sfuggire questa occasione per far fruttare al meglio l'allocazione nel reddito fisso", concludono gli esperti.
cba
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0411:44 mar 2026