MILANO (MF-NW)--Gli asset digitali hanno registrato una brusca correzione. Tuttavia, la resilienza mostrata dal network di Bitcoin e dalla base degli investitori suggerisce che questi movimenti potrebbero essere causati da un deleveraging macroeconomico, non da un collasso del segmento cripto. "È vero che il sentiment è tornato a livelli di cupezza che non si osservavano dal momento più nero della crisi del 2022, ma sussistono tre fattori che indicano come i fondamentali restino solidi e pronti a sostenere un rimbalzo una volta che l'incertezza geopolitica globale si sarà attenuata. Questi sono il reset delle posizioni speculative, la visione di lungo termine del capitale istituzionale e il differenziale crescente tra il valore del Bitcoin e quello dell'oro", commenta Stephen Coltman, Head of Macroeconomics di 21Shares.
REVISIONE DI SENTIMENT E POSIZIONAMENTO, MA SENZA STRESS SISTEMICI
La fiducia verso il settore cripto è tornata ai livelli osservati durante il bear market del 2022, ma non sono stati osservati stress di sistema. "L'interesse e il leverage si sono notevolmente ridotti e questo ha comportato l'uscita dal mercato di numerosi player, ma ha anche ridotto la possibilità che si innescassero certi meccanismi di sell-off automatico e la componente speculativa in generale. Ciò significa che il mercato oggi è meglio predisposto ad affrontare shock esogeni senza dover necessariamente assistere a vendite a cascata", spiega l'esperto. Questo fa in modo che il sentiment e il posizionamento restino scollegati dai fondamentali, circostanza che storicamente precede periodi di stabilizzazione. "In assenza di rischio sistemico, il posizionamento attuale viene sempre più interpretato come un segnale costruttivo", dichiara Coltman.
IL CAPITALE ISTITUZIONALE NON SI È RIDOTTO
Nonostante il crollo di oltre il 50% rispetto al picco di mercato e prezzi al di sotto del costo medio di base degli Etf, il capitale regolamentato ha mostrato una buona solidità. "Rispetto al livello massimo, le risorse investite negli Etf spot statunitensi si sono contratte di appena il 5%, mentre gli Etp europei hanno già recuperato un ammontare di afflussi netti complessivo per un miliardo di dollari, registrando solo una manciata di giorni con saldi negativi", prosegue l'esperto. "Più in generale, Etf, imprese e player collegati a enti sovrani nell'ultimo anno hanno assorbito Bitcoin a un ritmo oltre cinque volte superiore a quello delle nuove emissioni. Ciò riflette un posizionamento strategico a lungo termine", commenta Coltman. "Con lo spostamento dell'offerta verso i detentori di lungo periodo, la pressione al ribasso diminuisce e la struttura del mercato continua a maturare", dichiara l'esperto.
ORO CONFERMA DOMANDA PER ASSET REALI MENTRE VALUE GAP SI ALLARGA
L'oro, asset class sicura sostenuta dai costanti acquisti delle banche centrali, ha registrato forti sovraperformance. L'accumulo del metallo giallo da parte di Pechino, insieme alle nuove restrizioni sull'accesso al Bitcoin, hanno creato una forte asimmetria. "Uno dei più grandi pool di capitali al mondo acquista liberamente oro, ma si chiama fuori dal trading di Btc. Allo stesso tempo, l'elevata correlazione di Bitcoin con i titoli azionari tecnologici ha temporaneamente diluito la sua narrativa di bene rifugio, ampliando la divergenza di prezzo", prosegue l'esperto. "Attualmente non si osserva un catalizzatore immediato che inneschi una convergenza tra queste due classi di attività, ma la storia suggerisce che tali divari hanno dei limiti. La domanda di asset non sovrani è chiaramente presente, mentre Bitcoin rimane posizionato per assorbire capitale incrementale man mano che la normalizzazione normativa ne amplia la portata. Anche un modesto trade-off dall'oro al Bitcoin potrebbe amplificare il rialzo", spiega Coltman. In questo contesto, sarà necessario monitorare i profitti conseguiti sulla commodity, i nuovi afflussi negli Etf spot e il disaccoppiamento dalle azioni tecnologiche. "Questi sono tutti segnali di sviluppi che potrebbero indicare una rivalutazione di Btc come esposizione complementare agli asset reali", conclude l'esperto.
SCENARIO RIALZISTA VS. SCENARIO RIBASSISTA
"Lo scenario rialzista prevede una stabilizzazione più rapida del previsto, con l'attenuazione dei dati economici negativi, il miglioramento del sentiment e l'attenuazione dei rischi geopolitici, con conseguente riduzione dei sell-off successivi a shock di mercato", spiega Coltman. "Qualora si assistesse a tutto questo, le previsioni sono un ritorno di BTC alla soglia critica 72.000-74.000 dollari, da cui poi può puntare agli 80.000 dollari, con un'accettazione sostenuta che conferma la stabilizzazione. Un ulteriore catalizzatore possono essere i progressi sul Clarity Act o la recente decisione del Lussemburgo sugli Oicvm, che consente ai fondi retail europei di ottenere fino al 10% di esposizione alle criptovalute attraverso veicoli di investimento regolamentati", continua l'esperto. Lo scenario ribassista, invece, si concretizzerebbe qualora l'incertezza persistesse per un periodo superiore alle attese, mantenendo le condizioni di mercato rigide. "Mentre i mercati stanno attualmente scontando un orizzonte temporale relativamente contenuto, una perturbazione prolungata probabilmente rafforzerebbe un classico regime di avversione al rischio a favore di petrolio, dollaro e oro", dichiara Coltman. "Ciò potrebbe portare BTC al di sotto della soglia dei 65.000 dollari, il che aprirebbe le porte a un ribasso fino a $56.000-58.000", conclude l'esperto.
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0412:11 mar 2026