11:47 | 23 mar 2026

FOCUS: Difesa e tech, i beneficiari del nuovo contesto macro (T. Rowe Price)

MILANO (MF-NW)--Già prima dello scoppio della guerra in Iran, il baricentro dei mercati dei capitali stava iniziando a spostarsi dagli asset immateriali verso la tecnologia avanzata e la capacità militare. Secondo Ritu Vohora, investment specialist della divisione Capital Markets di T. Rowe Price, questo cambiamento riflette una trasformazione più profonda nelle priorità degli investitori, sempre più orientati verso asset tangibili e strategici.

L’esperta sottolinea come gli hyperscaler stiano attraversando una fase complessa. Dopo anni di crescita basata su modelli a basso impiego di capitale, stanno ora aumentando in modo significativo gli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. In questo contesto, il vincolo principale non è più la domanda, ma la capacità - in termini di energia, semiconduttori e data center. Questa transizione sta iniziando a comprimere i margini operativi, pur rimanendo sostenibile grazie alla forte generazione di cassa. Secondo l’analista, i principali beneficiari lungo la catena del valore restano i produttori di semiconduttori e i segmenti legati alle infrastrutture critiche.

Parallelamente, il settore software, in particolare il SaaS, sta attraversando una fase di rivalutazione. "I progressi nell'intelligenza artificiale riducono i costi di sviluppo del software, intensificano la concorrenza e comportano un rischio per il valore finale. L'andamento recente dei prezzi è stato indiscriminato, ma alcune società di software-as-a-service (SaaS) dovrebbero uscirne rafforzate. Quelle che controllano set di dati critici, fungono da piattaforme abilitanti per l'implementazione dell'AI o sono profondamente integrate nei flussi di lavoro aziendali mantengono prospettive favorevoli. In parole povere, i sistemi mission-critical sono destinati a durare" sottolinea Vohora.

Sul piano macroeconomico, l’analista osserva un’accelerazione della spesa pubblica nei settori della difesa, dell’energia e della capacità industriale, sostenuta da dinamiche geopolitiche e da una crescente ricerca di autonomia strategica. Questo contesto favorisce in particolare alcuni segmenti europei e asiatici e contribuisce ad ampliare la leadership di mercato oltre le mega-cap statunitensi, sostenendo titoli value, small cap e mercati emergenti.

"La domanda aperta non è più se l'intelligenza artificiale cambierà radicalmente l'economia. Si tratta piuttosto di capire dove e in che misura si creerà valore: a monte nelle infrastrutture fisiche e nelle materie prime, all'interno delle piattaforme abilitanti o in applicazioni completamente nuove. Man mano che il valore si sposta dall'intangibile al tangibile, gli investitori che rimangono selettivi, diversificati e attenti alle valutazioni potrebbero vedere la prossima era non tanto come una minaccia, quanto piuttosto come un'opportunità" conclude l'esperta.

edl


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2311:47 mar 2026