MILANO (MF-NW)--Il nuovo scenario base di Oxford Economics presume che lo Stretto di Hormuz rimanga impraticabile fino a maggio, il che implica aspettative di inflazione più alta e crescita più bassa nell’Eurozona. Tuttavia, non è escluso che le previsioni possano subire revisioni significative nei prossimi mesi data l’incertezza sulla durata e sull’intensità del conflitto.
“Prevediamo un’inflazione media del 2,9% quest’anno, quasi il doppio rispetto all’1,7% stimato a febbraio, trainata principalmente dall’aumento dei costi energetici”, commenta il capo economista per l’Europa Ángel Talavera. “L’entità dell’aumento dei prezzi dell’energia implica anche effetti di trasmissione su alimentari e inflazione core”.
Inoltre, Oxford Economics si aspetta che l’economia dell’Eurozona cresca dello 0,8%, in calo rispetto all’1,1% stimato il mese scorso, con l’impatto iniziale derivante soprattutto da un colpo diretto ai consumatori attraverso una riduzione del reddito reale, mentre l’impatto sugli investimenti dovrebbe essere limitato.
Con l’intensificarsi della crisi, più Paesi dell’Unione europea stanno annunciando pacchetti fiscali per compensarne gli effetti, ma non hanno la dimensione e la portata di quelli visti durante la crisi energetica del 2021-2022. Se venissero introdotti pacchetti più ampi, la politica fiscale diventerebbe un fattore più rilevante per le previsioni su inflazione e crescita, dato l’effetto compensativo che offre.
“In questo nuovo scenario base, riteniamo che la Banca Centrale Europea aumenterà i tassi a giugno e luglio per mantenere sotto controllo le aspettative di inflazione e segnalare che non intende ripetere gli errori della crisi energetica del 2021-22”, conclude Talavera. “Ci aspettiamo che la Bce annulli questi rialzi abbastanza rapidamente nel 2027, ma se la crisi dovesse prolungarsi, aumenteranno i rischi di tagli dei tassi più profondi per compensare l’impatto negativo sulla crescita".
alb
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2415:05 mar 2026