12:10 | 09 apr 2026

FOCUS: Fugnoli (Kairos): dopo la guerra mercati chiamati a fare i conti con nuova realtà

MILANO (MF-NW)--Un giorno la guerra finirà. Non sappiamo quando, perché potrebbe terminare in pochi giorni o complicarsi ulteriormente e diventare ancora più distruttiva. Non sappiamo neanche in che modo finirà, se per una resa, per una trattativa o per de-escalation o stanchezza. In ogni caso la guerra avrà un termine e il mondo si ritroverà diverso, mentre i mercati dovranno fare i conti con la nuova realtà. E' quanto spiega Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners, che passa in disamina le varie conseguenze del conflitto.

ALLENTATE LE ALLEANZE

"Sul piano geopolitico risulteranno allentate le alleanze. La Nato e i Brics rimarranno in piedi come strutture, ma il bisogno di pensare ognuno a se stesso si farà più forte. L’ombrello protettivo americano sarà visto in modo diverso e gli alleati asiatici si sentiranno meno sicuri", afferma lo strategist.

RAFFORZATA DOTTRINA GUERRA ASIMMETRICA

Sul piano militare, prosegue l'esperto, "uscirà rafforzata la dottrina della guerra asimmetrica, fatta sempre meno di carri armati e portaerei e sempre più di scontro diffuso basato su missili, droni e intelligenza artificiale. La Cina, che nel conflitto ha fornito terre rare alle armi americane e intelligence elettronica all’Iran, si confermerà come maggiore e più autorevole polo alternativo. La corsa al riarmo accelererà e assorbirà risorse in un contesto di decrescita demografica e di difficoltà crescente a garantire i livelli di stato sociale cui siamo abituati. Ampie risorse saranno necessarie anche per la ricostruzione dopo le devastazioni della guerra e per il ripristino della filiera energetica. Dal canto loro, gli investimenti in intelligenza artificiale, di cui abbiamo visto e vedremo sempre più le applicazioni militari, rimarranno elevati".

PREZZO ENERGIA RESTERA' ALTO

Per Fugnoli il prezzo dell’energia per le imprese e per le famiglie scenderà dopo la fine del conflitto, ma rimarrà alto "perché solo così si riuscirà a riportare la domanda in equilibrio con un’offerta che rimarrà ridotta. Nel complesso, come si vede, gli investimenti manterranno alta la crescita delle economie ma peseranno sui conti pubblici. Per contenere i disavanzi si ricorrerà in parte ad aumenti della pressione fiscale, ma

soprattutto a forme di repressione finanziaria. Di fronte a un’inflazione più vivace, i rendimenti obbligazionari verranno mantenuti i più bassi possibili. Ne soffriranno quindi i rendimenti reali".

ORO CALMIERATO

I costi della ricostruzione secondo lo strategist "indurranno alcuni Paesi che fin qui erano stati compratori di oro a diventare venditori, come già stiamo vedendo tra i Paesi del Golfo e la Turchia. L’oro rimarrà oggetto d’interesse in un contesto geopolitico instabile e in un contesto monetario inflazionistico, ma sarà calmierato dalle necessità di cassa di molti Paesi sovrani".

AZIONARIO PIU' INTERESSANTE DI BOND LUNGHI

Nel complesso, per Fugnoli "l’azionario rimarrà relativamente più interessante dei bond lunghi. Al suo interno andranno sovrappesati i titoli dell’alta tecnologia, le infrastrutture e l’energia. Una certa cautela andrà esercitata verso i settori orientati ai consumi. Se durante il Covid i consumi furono incentivati dai sussidi pubblici, questa volta le risorse verranno indirizzate soprattutto agli investimenti in sicurezza e in fonti energetiche. La diversificazione degli investimenti per classi di asset, settori e geografie continuerà ad essere essenziale. La guerra all’Iran è un capitolo di una lunga serie. Dopo l’Iran sarà la volta di Cuba e, di nuovo, della Groenlandia. Sullo sfondo il rapporto con la Cina. L’Asia è stata negli ultimi mesi, insieme all’America Latina, la regione che ha dato più soddisfazioni agli investitori. Oggi è però tra le più penalizzate dalle dislocazioni energetiche provocate dalla guerra. Se queste produrranno correzioni nei mercati azionari, si tratterà di occasioni di acquisto. L’Europa, dal canto suo, pagherà un prezzo per la sua confermata impreparazione energetica e vedrà un moderato rallentamento dei suoi ritmi di crescita. Sul lato positivo, avrà ampio spazio per inserirsi nei progetti di ricostruzione delle infrastrutture del Golfo. Gli utili delle società rimarranno in un trend di forte crescita in tutto il mondo e anche in caso di modesta contrazione dei multipli offriranno un importante sostegno alle valutazioni dei mercati azionari".

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