ROMA (MF-NW)--Rally per la Borsa ungherese, che guadagna oltre il 4% in scia alla vittoria alle elezioni di Pétr Magyar, che ha messo fine all'era di Viktor Orban. Nel settore trasporti cambio per Msc con Gianluigi Aponte, che trasferisce la proprietà del gruppo ai figli Diego e Alexa Aponte, mentre Volkswagen registra un calo del 4% delle consegne nel primo trimestre a causa della debolezza della domanda in Cina e negli Stati Uniti. Negli Usa parte la stagione delle trimestrali con i conti di Goldman Sachs che perde oltre il 3% a Wall Street, e da Hollywood arriva una lettera di oltre 1.000 artisti contro il matrimonio tra Paramount e Warner Bros.
1. Gianluigi Aponte trasferisce la proprietà di Msc ai figli Diego e Alexa
Gianluigi Aponte ha trasferito la proprietà di Msc Mediterranean Shipping Company ai figli Diego e Alexa Aponte. La società, con sede a Ginevra, ha dichiarato che il passaggio di proprietà è avvenuto nel quarto trimestre del 2025. Diego e Alexa sono entrambi cittadini italiani cresciuti in Svizzera, dove sono attualmente residenti. Gianluigi Aponte manterrà il ruolo di executive chairman del gruppo e Msc continuerà a concentrarsi sulla propria attività principale, il trasporto marittimo di merci. "Il passaggio garantirà la continuità, la stabilità e la crescita del gruppo Msc con la nuova generazione alla guida", spiega l'azienda.
2. La Borsa di Budapest vola sulla vittoria di Magyar
La Borsa di Budapest registra forti rialzi, dopo che Pétr Magyar, leader del partito di Tisza, ha trionfato nelle elezioni generali, mettendo fine all'era di Viktor Orbán, che aveva guidato il paese come primo ministro dal 1998 al 2002 e nuovamente dal 2010 al 2026. Il Budapest Stock Exchange mette a segno un +4,16%. Il neoeletto primo ministro ha dichiarato l’intenzione di sbloccare i fondi destinati all’Ucraina e di favorire il percorso del Paese verso l’adozione della moneta unica. In questo quadro, una normalizzazione delle relazioni con l’Ue potrebbe rafforzare le prospettive di crescita dell'Ungheria, garantendo al governo un mandato solido per portare avanti le riforme amministrative e affrontare le sfide di bilancio.
3. Le consegne di Volkswagen calano del 4% nel 1* trim, pesano Cina e Usa
Volkswagen ha consegnato 2,05 milioni di veicoli nel primo trimestre del 2026, registrando una flessione del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A pesare sulla performance sono stati i bruschi cali riportati in Cina (-15%) e in Nord America (-13,3%). In quest'ultimo caso, il colosso tedesco ha attribuito gran parte della flessione all'andamento del mercato Usa, dove si è registrata una diminuzione del 20,5% "in un contesto difficile, caratterizzato dalla situazione dei dazi e da modifiche normative". Risulta migliore lo scenario in Sud America, con un incremento delle vendite del 7%, e in Europa Occidentale (+4%) ed Europa Centrale e Orientale (+8%).
4. Goldman Sachs (-3%) batte le attese sul trading di azioni ma aumentano le coperture su credito e mercato
Goldman Sachs è la prima tra le big di Wall Street ad alzare il velo sui numeri del primo trimestre. La banca capitanata da David Solomon ha proseguito il trend di crescita a doppia cifra, fugando i dubbi sull'andamento dell'investment banking e battendo le attese del consenso sul trading di azioni grazie al riallineamento dei portafogli degli investitori alla mutata scena internazionale, ma l'area Ficc - ovvero il trading di obbligazioni, valute e commodity - ha risentito degli effetti dell'attuale scenario macroeconomico e geopolitico. Inoltre, l'aumento delle attività ponderate per il rischio riaccende le preoccupazioni sull'esposizione al credito privato. Il titolo a Wall Street cede oltre il 3%.
5. Più di 1.000 le star di Hollywood contro nozze Warner-Paramount
Più di 1.000 star di Hollywood firmano una lettera contro le nozze fra Warner Bros e Paramount. La lettera è stata firmata tra gli altri da Bryan Cranston, Joaquin Phoenix, Glenn Close e Yorgos Lanthimos. A loro avviso l'unione si tradurrà in "meno opportunità per i creatori, meno posti nella produzione, costi più alti e meno scelta per il pubblico". Secondo gli artisti l'operazione "consoliderebbe ulteriormente un un panorama mediatico già concentrato, riducendo la concorrenza in un momento in cui le nostre industrie, e i pubblici che serviamo, non se lo possono permettere".
liv
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1318:30 apr 2026