01:29 | 14 mag 2026

FOCUS: Europa deve puntare su difesa e potenziamento infrastrutture per affrontare policrisi (Gam)

MILANO (MF-NW)--La "policrisi" che oggi attraversa l’Europa rappresenta l’ultima grande opportunità per l’Unione di completare la propria trasformazione da area prevalentemente monetaria e commerciale a potenza geopolitica. In questo contesto, le priorità centrali vanno dal rafforzamento della difesa comune al rilancio della competitività industriale, fino al consolidamento delle catene di approvvigionamento, commenta Carlo Benetti, Market Specialist di Gam.

ULTIMA OCCASIONE PER COMPLETARE LA TRASFORMAZIONE UE

L’Europa si trova al centro di un vero e proprio terremoto globale, in cui quattro forze simultanee interagiscono e si rafforzano reciprocamente alimentando l’instabilità: la guerra in Ucraina, la rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina, le tensioni persistenti in Medio Oriente e la sorprendente evoluzione della postura americana nei confronti dell’Europa. Gli analisti definiscono questo contesto come una "policrisi", una condizione in cui diverse fonti di instabilità si intrecciano e si amplificano a vicenda. "La policrisi che oggi attraversa l'Europa rappresenta forse l'ultima occasione per completare la trasformazione dell'Unione: da area monetaria e commerciale a potenza geopolitica, capace di agire con coesione strategica di fronte alle sfide sistemiche del nostro tempo", spiega l'esperto.

DIFESA DEVE TORNARE AL CENTRO DI PROGETTO EUROPEO

Tre sono le linee strategiche di questo percorso: la prima è rappresentata dal ritorno alla difesa al centro del progetto europeo. "Dopo decenni di sostanziale delega agli Stati Uniti, l’Unione Europea è costretta a confrontarsi con una dimensione che sembrava relegata al passato. A ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale e a oltre settant’anni dalla Dichiarazione Schuman, nelle città ucraine tornano a riecheggiare i sinistri ululati delle sirene antiaeree", commenta Benetti. "La guerra è tornata nel continente e con essa la consapevolezza che la sicurezza europea non possa più essere data per scontata. I governi nazionali aumentano le spese militari e la Commissione europea parla apertamente di ReArm Europe, segnando un cambio di passo impensabile fino a pochi anni fa", prosegue l'esperto.

SERVONO INVESTIMENTI MASSICCI IN CAPACITÀ PRODUTTIVA

In secondo luogo, l'Unione deve concentrarsi sulla competitività industriale. "Il rapporto Draghi è stato un brusco risveglio per Bruxelles, ha messo nero su bianco il ritardo accumulato dall’Europa nei confronti di Stati Uniti e Cina: senza un ritorno massiccio agli investimenti nella capacità produttiva, nell’energia e nelle tecnologie avanzate, l’Unione rischia un lento, progressivo declino economico e politico", osserva Benetti. In questo contesto, il debito comune europeo, sul modello del Next Generation Eu, torna al centro del dibattito come strumento indispensabile per finanziare progetti strategici continentali e ridurre le dipendenze energetiche esterne.

CON GLOBAL GATEWAY BRUXELLES PUNTA A RAFFORZARE INFRASTRUTTURE

Il terzo cambiamento riguarda la geopolitica delle catene di approvvigionamento e delle infrastrutture. "Attraverso il programma Global Gateway, Bruxelles tenta di costruire un’alternativa europea alla Belt and Road Initiative cinese, mobilitando fino a 300 miliardi di euro per investimenti in corridoi logistici, reti energetiche, cavi sottomarini, materie prime critiche e infrastrutture digitali", spiega l'esperto. L'obiettivo è garantire catene di approvvigionamento più sicure e resilienti e preservare la capacità di influenza in aree come l'Africa e il Medio Oriente.

MERCATI GUARDANO A RISULTATI INVESTIMENTI IN AI

Le trasformazioni in atto riguardano anche i mercati finanziari. I titoli europei del settore difesa hanno registrato debolezza, tuttavia, gli investimenti nel comparto sono destinati ad aumentare con implicazioni ramificate nelle questioni militari, industriali, tecnologiche e produttive, comprendono la cybersicurezza, i satelliti, la componentistica elettronica. "È però un settore particolarmente sensibile e sono perciò necessari catalizzatori politici: coordinamento dei programmi di spesa e maggiore integrazione tra gli Stati nazionali", dichiara Benetti. Inoltre, gli investimenti nell’intelligenza artificiale rappresentano probabilmente il più grande ciclo di spesa in conto capitale (capex) degli ultimi decenni. "Proprio le dimensioni straordinarie di questi investimenti stanno però cambiando il focus del mercato: l’attenzione si sposta progressivamente dai volumi di spesa alla capacità, e alla velocità, con cui tali investimenti riusciranno a tradursi in utili sostenibili", conclude l'esperto.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

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