MILANO (MF-NW)--Il debito dei mercati emergenti rappresenta ancora oggi una della aree più trascurate dell'universo obbligazionario. Tuttavia, in un contesto globale segnato da crescente incertezza macroeconomica e volatilità dei mercati, questa asset class si sta affermando come una fonte sempre più interessante di rendimento e diversificazione, commenta Kristin Ceva, Responsabile Strategie Paesi Emergenti di Payden & Rygel.
INDEBOLIMENTO USD APRE A RIVALUTAZIONE VALUTE EMERGENTI
L'attuale contesto geopolitico, pur aumentando il grado di incertezza, rafforza il valore di un'esposizione più ampia e meno concentrata sui mercati sviluppati, in particolare sugli Stati Uniti, dove persistono interrogativi su valutazioni, sostenibilità fiscale a stabilità politica. "Già negli ultimi mesi si è osservato un cambiamento nelle correlazioni tra asset class, con un dollaro meno dominante rispetto al passato. Nonostante il temporaneo supporto derivante dalla fuga verso la qualità, infatti, il biglietto verde mostra segnali di indebolimento, aprendo spazi per una rivalutazione delle valute emergenti", prosegue l'esperto.
FONDAMENTALI PIÙ SOLIDI RISPETTO AL PASSATO
I mercati emergenti presentano fondamentali più solidi rispetto al passato. L'inflazione risulta sotto controllo, i tassi reali sono positivi e ci sono stati numerosi upgrade dei rating sovrani. "Anche gli shock legati all'energia, pur rilevanti, appaiono gestibili e probabilmente temporanei, senza richiedere interventi drastici di politica economica. La reazione dei mercati è stata finora ordinata, con movimenti coerenti tra spread, tassi e valute e una chiara distinzione tra paesi beneficiari e paesi penalizzati dal contesto attuale", spiega Ceva. "A sostenere ulteriormente la tesi d'investimento contribuisce un posizionamento ancora leggero degli investitori: dopo anni di deflussi, l'esposizione globale resta sbilanciata verso i mercati sviluppati, lasciando spazio a potenziali riallocazioni che potrebbero favorire l'Emd anche con flussi relativamente contenuti", continua l'esperta.
COMPONENTE STRATEGICA PER PORTAFOGLI EQUILIBRATI E RESILIENTI
Un altro elemento chiave è la crescente ampiezza e profondità di questa asset class. "Il debito emergente offre oggi accesso a un universo estremamente diversificato: titoli sovrani in valuta forte, obbligazioni corporate globali e mercati locali con carry interessanti, distribuiti su decine di paesi e centinaia di emittenti. Inoltre, la qualità media del credito risulta complessivamente solida, superiore a quella dell'high yield statunitense", osserva Ceva. Sul fronte valutario, il possibile indebolimento del dollaro statunitense rappresenta un ulteriore catalizzatore. Un apprezzamento delle valute emergenti potrebbe infatti innescare un circolo virtuoso, sostenendo crescita, consumi e flussi di capitale verso questi paesi. In conclusione, "l'Emd è oggi una classe di attivo matura e più efficiente rispetto al passato, caratterizzata da maggiore trasparenza, una base di investitori sofisticata e un ruolo crescente degli attori domestici nei mercati locali. In un contesto globale complesso e in continua evoluzione, il debito emergente si distingue quindi come una fonte sempre più rilevante di reddito e diversificazione", continua l'esperta. "Per gli investitori, rappresenta non solo un'opportunità tattica, ma una componente strategica capace di contribuire in modo significativo alla costruzione di portafogli più equilibrati e resilienti nel tempo", conclude Cava.
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1910:28 mag 2026