06:20 | 19 mag 2026

FOCUS: dipendenza Ue da forniture materie prime è rischio strategico (J. Safra Sarasin)

MILANO (MF-NW)--In un contesto sempre più multipolare, la sicurezza delle risorse è diventata un pilastro della competitività

economica. Per l’Europa, "la vera sfida sarà trasformare la frammentazione in unità strategica", commenta Alex Rohner, Fixed Income Strategist di J. Safra Sarasin.

CONTROLLO MATERIE PRIME CRITICHE È LEVA STRATEGICA

Il controllo delle materie prime critiche, fondamentali per manifattura, digitalizzazione, transizione energetica e difesa, è ormai una leva strategica. In questo scenario, "l’Europa si trova in una posizione di vulnerabilità, fortemente dipendente da fornitori esterni, in particolare dalla Cina. Una dipendenza che si sta trasformando rapidamente in un rischio economico e industriale", spiega l'esperto. Le materie prime critiche sono essenziali per l'economia, ma esposte a elevati rischi di interruzione. "Il vero potere, tuttavia, non risiede solo nell’estrazione, ma nelle fasi a valle: raffinazione, lavorazione chimica e produzione di componenti chiave, dove si concentrano i principali colli di bottiglia della filiera globale", prosegue Rohner.

UE, PROGRESSI ANCORA LIMITATI SU CRITICAL RAW MATERIALS ACT

In un contesto sempre più multipolare, "la weaponization dell’interdipendenza è ormai una realtà, come dimostrano le recenti restrizioni all’export", dichiara l'esperto. Per l'Europa, questo si materializza come pressioni sui costi industriali, maggiore volatilità dei prezzi e rischi per la competitività. "Per rispondere a queste criticità, l’Unione Europea ha introdotto il Critical Raw Materials Act, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza e ridurre la dipendenza da singoli fornitori entro il 2030. Tuttavia, i progressi restano limitati: la dipendenza da pochi Paesi è ancora elevata, i progetti procedono lentamente e gli obiettivi su riciclo e produzione interna sono in ritardo", osserva Rohner. Le criticità sono strutturali: costi elevati, tempi lunghi di sviluppo e complessità regolatoria continuano a frenare l’autonomia europea. Nel frattempo, "la Cina mantiene una posizione dominante lungo l’intera catena del valore, consolidata da anni di politiche industriali mirate", continua l'esperto.

EMERGONO OPPORTUNITÀ DI NEGOZIAZIONE STRATEGICA

Per gli investitori, emergono tre implicazioni chiave. In primo luogo, "il ritorno delle politiche industriali statali cambierà profondamente le dinamiche di mercato, attirando capitali ma aumentando anche i rischi", spiega Rohner. Inoltre, le strategie di accumulo sosterranno la domanda e eserciteranno pressioni rialziste sui prezzi, alimentando la volatilità. Infine, "la concentrazione geografica delle risorse e i colli di bottiglia lungo la filiera continueranno ad alimentare tensioni geopolitiche, ma anche opportunità di negoziazione strategica", conclude l'esperto.

cba


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

1918:20 mag 2026