MILANO (MF-NW)--L’Europa si trova in una fase decisiva per rilanciare innovazione finanziaria e crescita economica, dopo anni di performance inferiori rispetto a Stati Uniti e Australia. Il principale limite è il modello di finanziamento ancora fortemente incentrato sulle banche: circa l’85% del credito all’economia reale passa dalle banche, rendendo la crescita dipendente dalla capacità dei loro bilanci. "Questa dinamica crea un'opportunità interessante per la cartolarizzazione, che può integrare il credito bancario tradizionale e contribuire a finanziare l'economia reale. In particolare, in settori prioritari quali la spesa per la difesa, la transizione energetica e le infrastrutture", commenta Edwin Wilches, co-head of securitised products di Pgim.
PRODOTTI CARTOLARIZZATI OFFRONO RENDIMENTI E DIVERSIFICAZIONE
Per gli investitori, i prodotti cartolarizzati sono diventati strumenti fondamentali per la costruzione del portafoglio, offrendo offrendo rendimenti migliori e una diversificazione significativa rispetto al credito societario tradizionale. "I pool di garanzie diversificati supportano rendimenti interessanti in rapporto al rischio con una minore migrazione storica del credito, consentendo agli investitori di aumentare il reddito rafforzando al contempo la qualità complessiva del portafoglio", spiega l'esperto. "Queste caratteristiche posizionano le attività cartolarizzate come complementi mirati alla liquidità e al credito investment grade, o come alternative diversificate a esposizioni high yield selettive. I portafogli multisettoriali, in particolare, continuano a trarre vantaggio dalle persistenti opportunità di valore relativo nei mercati cartolarizzati, come i collateralised loan obligations (CLO) e le tranche di immobili commerciali", prosegue Wilches.
DISRUPTION AI SI ESTERNDE OLTRE I SOFTWARE
La volatilità legata all'AI nel settore tech sta accelerando la dispersione nel mercato dei leveraged loan sia negli Stati Uniti che in Europa, creando opportunità sempre più selettive per gli investitori in CLO. "Mentre l'esposizione al software è spesso utilizzata come proxy nell'analisi dei CLO, la disruption guidata dall'AI si sta diffondendo oltre il software in settori adiacenti come i servizi alle imprese e la sanità. Stimiamo che circa l'11% dei portafogli CLO statunitensi e il 7% di quelli europei abbiano un'esposizione a breve termine alla disruption legata all'IA, con una significativa dispersione tra i gestori", osserva l'esperto. "È importante sottolineare che l'impatto è stato altamente specifico per tranche. La rivalutazione del rischio si è concentrata in gran parte nelle tranche mezzanine e azionarie, dove lo squilibrio ha creato opportunità per gli investitori in grado di valutare il rischio a livello di emittente e la qualità del gestore. Le tranche senior sono rimaste in gran parte isolate, riflettendo le protezioni strutturali e ponendo in evidenza il ruolo della selezione delle tranche nella costruzione del portafoglio", continua Wilches.
FOCUS SU GESTIONE ATTIVA
Poiché i mercati distinguono sempre più tra modelli di business e sottosettori, "la dispersione tra i CLO si sta ampliando, il che favorisce la gestione attiva e una valutazione approfondita del credito rispetto al semplice affidamento all'esposizione settoriale generale", dichiara l'esperto. I profili di scadenza dei prestiti possono influenzare ulteriormente i risultati. "I gestori con una quota elevata di scadenze a breve termine nel settore del software affrontano un rischio di rifinanziamento maggiore in un contesto di condizioni di credito più restrittive, mentre i portafogli con scadenze più lunghe beneficiano di un margine di manovra aggiuntivo, rafforzando l'importanza della selezione del gestore per cogliere valore in questa fase del ciclo", spiega Wilches.
POTRAFOGLI CLO EUROPEI PIÙ CONCENTRATI RISPETTO A USA
L'esposizione al software nei CLO europei è significativamente inferiore rispetto agli Stati Uniti. Tuttavia, "il più ampio sell-off tra gli emittenti legati al software ha comunque pesato sulle tranche mezzanine europee in misura altrettanto significativa. Mentre alcuni gestori detengono posizioni nel settore software più concentrate rispetto al mercato europeo in generale (in media circa il 7%), i prestiti software in Europa beneficiano generalmente di profili di scadenza più lunghi, fornendo un margine di manovra aggiuntivo prima che emergano pressioni di rifinanziamento", continua l'esperto. Detto questo, "i portafogli CLO europei tendono ad essere più concentrati rispetto alle controparti statunitensi. Di conseguenza, nonostante l'esposizione complessiva al software sia inferiore, il rischio specifico dell'emittente è più elevato, in particolare negli scenari ribassisti in cui tassi di recupero più deboli possono avere un impatto sproporzionato, rafforzando l'importanza di un'analisi a livello di emittente", osserva l'esperto.
CONTESTO PREMIA INVESTITORI CHE RICONOSCONO QUALITÀ GESTORI A LIVELLO DI EMITTENTE
Nel complesso, la rivalutazione dei prestiti esposti al software segna un chiaro punto di svolta per i mercati dei CLO sia negli Stati Uniti che in Europa, data l'incertezza sui risultati per molte di queste società. "La disruption legata all'AI ha accentuato le differenze nella costruzione dei portafogli, nella gestione del rischio e nella disciplina di sottoscrizione dei gestori. Ad oggi, la rivalutazione si è concentrata sulle tranche equity e mezzanine, mentre le tranche senior sono rimaste ben protette", continua Wilches. "Questo contesto sta premiando sempre più gli investitori in grado di valutare i portafogli di prestiti sottostanti e la qualità dei gestori a livello di emittente, anziché affidarsi esclusivamente all'esposizione settoriale generale", conclude l'esperto
cba
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1918:32 mag 2026