MILANO (MF-NW)--Le economie emergenti si trovano oggi in una posizione molto più solida rispetto a dieci anni fa e i mercati hanno mostrato una buona resilienza alla volatilità generata dal conflitto in Medio Oriente. Per quanto riguarda il portafoglio, "abbiamo aumentato le posizioni nei paesi esportatori netti di petrolio e mantenuto posizioni lunghe specifiche in aree con autentici venti favorevoli strutturali come l'AI e gli esportatori di materie prime", commenta Polina Kurdyavko, Head of Emerging Market Debt di Rbc BlueBay.
MERCATI EMERGENTI CAPACI DI GESTIRE MEGLIO LA VOLATILITÀ
I mercati emergenti hanno storicamente sofferto durante i periodi di volatilità geopolitica. Tuttavia, negli ultimi anni, questa dinamica è cambiata e le economie emergenti si sono dimostrate più resilienti. "Sia a seguito degli annunci di dazi di ritorsione da parte degli Stati Uniti nel 2025, sia nell'attuale conflitto in Medio Oriente, l'asset class ha tenuto molto meglio di quanto ci si potesse aspettare", commenta l'esperta. "A nostro avviso, ciò è dovuto al fatto che questa asset class si trova fondamentalmente in una posizione molto più stabile rispetto a dieci anni fa. I mercati locali si sono espansi in modo sostanziale e la maggior parte delle banche centrali dei mercati emergenti ha adottato politiche monetarie ortodosse", prosegue Kurdyavko. L'inflazione ha raggiunto gli obiettivi nella maggior parte dei paesi, lasciando i tassi reali vicini ai massimi storici. "Anche le imprese sono molto più sane, avendo attraversato un ciclo creditizio a seguito di molteplici crisi come quella tra Russia e Ucraina, quella immobiliare in Cina e quella causata dal Covid. La maggior parte degli emittenti dei mercati emergenti si trova ora in una posizione fondamentale molto più solida, avendo accumulato liquidità sufficiente da impiegare durante i periodi di crisi", spiega l'esperta. Questo significa che i mercati emergenti sono in grando di gestire meglio la volatilità a breve termine. "Questo è anche uno dei motivi principali per cui non abbiamo visto un impatto significativo sulle stime di insolvenza nei mercati emergenti, nonostante l'elevata volatilità geopolitica", dichiara Kurdyavko.
AI E ESPORTATORI MATERIE PRIME BENEFICIANO DI VENTI FAVOREVOLI
Dopo l'inizio del conflitto, "abbiamo ridotto le posizioni con la maggiore esposizione a un'escalation continua. Nel credito, abbiamo ridotto i paesi dell'area, come Turchia ed Egitto, mentre abbiamo ulteriormente ridotto i crediti del Medio Oriente direttamente colpiti dalla guerra", continua l'esperta. "Al contrario, abbiamo aumentato le posizioni nei paesi esportatori netti di petrolio che beneficiano dei prezzi più elevati del petrolio e della futura diversificazione lontano dallo Stretto di Hormuz. Grazie al livello di protezione con cui siamo entrati nel mercato, eravamo posizionati per aggiungere rischio in titoli che ritenevamo ipervenduti e che avevamo selezionato come attraenti", spiega Kurdyavko. Il posizionamento riflette un atteggiamento cauto. "Manteniamo posizioni lunghe specifiche in aree con autentici venti favorevoli strutturali come l'AI e gli esportatori di materie prime, mentre adottiamo un approccio più difensivo nei settori vulnerabili all'aumento dei prezzi dell'energia", osserva l'esperta.
VISIONE CAUTA SU ASIA E MEDIO ORIENTE
"Continuiamo a mantenere coperture su posizioni macro, di credito e in valuta locale", commenta Kurdyavko. A livello regionale, "continuiamo a preferire l'America Latina data la sua distanza dai focolai geopolitici, nonché alcune opportunità specifiche come l'Ucraina. Rimaniamo cauti sull'Asia, dato il suo status di importatore di energia, e sul Medio Oriente, data la vicinanza al conflitto", prosegue l'esperta. A livello settoriale, "vediamo opportunità nel petrolio e nel gas e in alcuni metalli e nel settore minerario, con il settore finanziario che rappresenta una parte significativa dei nostri portafogli", puntualizza Kurdyavko. Nel lungo termine, il settore trasporti dovrebbe presentare opportunità interessanti, date le valutazioni più ampie dovute alla debolezza legata al conflitto, conclude l'esperta.
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2012:02 mag 2026