MILANO (MF-NW)--L’S&P 500 ha registrato otto settimane consecutive di rialzi. Tuttavia, il mercato non premia tutte le azioni in modo uniforme: a sovraperformare sono soprattutto quelle aziende dotate di solidi utili, pricing power e capacità di presidiare la crescita futura. "È il cuore della ponderazione per capitalizzazione: il mercato elimina continuamente i vincitori del passato per incorporare quelli del futuro", osserva Gabriel Debach, market analyst di eToro. In questo contesto, prosegue la rotazione degli investitori istituzionali, che stanno spostando l’attenzione dal settore software verso quello dei semiconduttori.
73% INVESTITORI GLOBALI CONSIDERA "LONG GLOBAL SEMICONDUCTORS" IL TRADE PIÙ AFFOLLATO AL MONDO
"Il rischio che vediamo oggi è quello che vediamo ogni anno in autostrada. Una piccola legge di Murphy dei mercati: nel momento in cui tutti individuano la corsia veloce, quella corsia inizia lentamente a rallentare", commenta l'esperto. Questo è ciò che sta accadendo oggi nel posizionamento degli investitori istituzionali. Goldman Sachs, analizzando 9 trilioni di dollari di posizioni istituzionali, evidenzia come hedge fund e mutual fund abbiano continuato la rotazione dal software verso i semiconduttori, con il peso dei semiconduttori nei portafogli long degli hedge fund ai massimi storici e quello del software ai minimi dal 2019. "L'ultimo Bank of America Global Fund Manager Survey aggiunge il dato più diretto: il 73% degli investitori globali considera oggi 'long global semiconductors' il trade più affollato al mondo. I livelli di cash sono scesi al 3,9%, soglia che storicamente attiva il sell signal del sondaggio, e l'allocazione all'azionario ha registrato il più forte incremento mensile dal 2002", prosegue Debach.
LA LEVA NETTA DEGLI HEDGE FUND SALE ALL'85* PERCENTILE
Al contempo, la leva netta degli hedge fund è salita all'85* percentile rispetto agli ultimi cinque anni, e lo short interest sul titolo mediano dell'S&P 500 ha raggiunto il 3% del flottante, il massimo dal 2011, riporta Debach. "Due segnali che si leggono in direzioni opposte: da un lato appetito per il rischio, dall'altro un mercato dove cresce anche chi scommette al ribasso su singoli titoli. Il posizionamento aggregato è esposto, non euforico, ma la distanza tra i due stati si è ridotta", spiega l'esperto.
TRA CRESCITA SOSTENUTA POST AI E NORMALIZZAZIONE
Sulla parte fondamentale, una divergenza significativa. Goldman Sachs stima utili per azione dell'S&P 500 a 309 dollari nel 2026, pari a una crescita del 12% sull'anno precedente, dichiara Debach. "Il consenso bottom-up degli analisti è a 339 dollari, +23%. Una differenza di quasi l'11% sulle stime di utile non è una sfumatura metodologica, è la dimensione dello scarto tra uno scenario di crescita sostenuta post-AI e uno scenario di normalizzazione", prosegue Debach. "Goldman ha fissato il target di fine anno per l'indice a 7.600 punti: da dove si trova oggi, un rialzo potenziale di circa il 2%. Non è un invito alla prudenza esplicito, ma difficilmente potrebbe esserlo di più", conclude l'esperto.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2515:52 mag 2026