11:07 | 26 mag 2026

FOCUS: nuovi massimi per la spesa globale in difesa (VanEck)

MILANO (MF-NW)--La spesa globale per la difesa ha raggiunto i 2.900 miliardi di dollari nel 2025, toccando un nuovo massimo storico. Guardando al futuro, il trend appare destinato a proseguire al rialzo, sostenuto dall’evoluzione degli impegni assunti dalla Nato. "È importante sottolineare che la spesa per la difesa non è una storia regionale ma globale: la crescita si sta ampliando in Europa, Asia e altre regioni, evidenziando la rilevanza di un'esposizione diversificata e globale al settore della difesa rispetto a un focus puramente regionale", commenta Dmitrii Ponomarev, Product Manager di VanEck.

SPESA MILITARE GLOBALE SEGNA +40% NELL'ULTIMO DECENNIO

La spesa globale per la difesa ha raggiunto un nuovo record di 2.900 miliardi di dollari nel 2025, segnando l'11* anno consecutivo di crescita. "Sebbene il ritmo dell'incremento sia rallentato rispetto all'anno precedente, il trend di fondo rimane saldamente intatto: la spesa militare globale è ora aumentata di oltre il 40% nell'ultimo decennio", riporta l'esperto. "Questa crescita sostenuta evidenzia uno spostamento strutturale delle priorità geopolitiche, in cui difesa e sicurezza sono diventate pilastri centrali della spesa pubblica in tutte le regioni. Le traiettorie future della spesa restano però legate alle priorità politiche e ai vincoli di bilancio, fattori che potrebbero generare periodi di volatilità", continua Ponomarev.

ESPANSIONE PARTICOLARMENTE ACCENTUATA FUORI DAGLI USA

In Europa, la spesa per la difesa è cresciuta del 14% nel 2025, mentre Asia e Oceania hanno registrato un aumento dell'8,1%, riflettendo l'intensificarsi delle tensioni geopolitiche e la continua attenzione alla modernizzazione militare. Di conseguenza, "la crescita della difesa globale assume una base sempre più ampia, sostenendo un comparto industriale della difesa più solido e diversificato", dichiara l'esperto. "Questo contesto è favorevole alle società lungo l'intera catena del valore della difesa, dagli appaltatori principali tradizionali ai fornitori di tecnologie avanzate come sistemi aerospaziali, cybersicurezza e dotazioni di nuova generazione, anche se i rischi di esecuzione, i vincoli delle catene di approvvigionamento e l'evoluzione delle priorità di approvvigionamento possono incidere in modo diverso sulle singole società", prosegue Ponomarev. In Europa, l'accelerazione della spesa è particolarmente significativa: la spesa militare è raddoppiata nell'ultimo decennio. "Ciò alimenta non solo maggiori volumi di approvvigionamento, ma anche investimenti di lungo termine nelle capacità industriali nazionali, dato che i governi puntano a rafforzare l'autonomia strategica e la resilienza. Allo stesso tempo, un maggiore coinvolgimento statale e l'evoluzione dei quadri normativi potrebbero influenzare il modo in cui il capitale viene allocato nel settore", spiega l'esperto.

TRAIETTORIA SPESA DIFESA RESTA ORIENTATA AL RIALZO

Guardando avanti, la traiettoria della spesa per la difesa rimane orientata al rialzo, sostenuta dall'evoluzione degli impegni della Nato. Nel giugno 2025, i membri della Nato hanno concordato di portare l'obiettivo complessivo di spesa correlata alla difesa al 5% del Pil, di cui almeno il 3,5% destinato alla spesa militare di base. "Questo cambiamento di policy sostiene le aspettative di una crescita continua degli investimenti europei nella difesa, anche se tempi di attuazione e definizioni della spesa ammissibile possono variare da Paese a Paese. Negli Stati Uniti, nonostante un calo temporaneo nel 2025 dovuto a un minore finanziamento supplementare, la direzione di medio termine dovrebbe rimanere costruttiva", continua Ponomarev. "Secondo i dati Sipri, le priorità di fondo della difesa statunitense, come la modernizzazione nucleare e la competizione strategica con la Cina, continuano a sostenere un livello di spesa di base elevato. Inoltre, i recenti sviluppi geopolitici, tra cui l'escalation delle tensioni in Medio Oriente e le persistenti sfide globali alla sicurezza, potrebbero rafforzare ulteriormente la tesi a favore di bilanci della difesa più elevati", spiega l'esperto.

FOCUS SU ESPOSIZIONE DIVERSIFICATA AL SETTORE

"Anche lo slancio politico indica possibili aumenti, con proposte di ampliare in modo significativo la spesa militare statunitense, comprese ambizioni di puntare a un bilancio della difesa da 1.500 miliardi di dollari, evidenziando la possibilità di un rinnovato ciclo al rialzo a partire dal 2026", prosegue Ponomarev. Queste proiezioni restano tuttavia subordinate all'approvazione politica, alle dinamiche di bilancio e alle più ampie condizioni macroeconomiche, e potrebbero non concretizzarsi come previsto. In sintesi, "sebbene il settore della difesa appaia strutturalmente sostenuto dai trend geopolitici e dagli impegni politici, gli investitori dovrebbero restare consapevoli dei rischi legati al mutare delle priorità governative, ai vincoli di bilancio, agli sviluppi normativi e alla volatilità di mercato, tutti fattori che possono influenzare ritmo e distribuzione della crescita futura", commenta l'esperto. "È importante sottolineare che la spesa per la difesa non è una storia regionale ma globale: la crescita si sta ampliando in Europa, Asia e altre regioni, evidenziando la rilevanza di un'esposizione diversificata e globale al settore della difesa rispetto a un focus puramente regionale", conclude Ponomarev.

cba


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