MILANO (MF-NW)--Mentre il rischio di un'escalation del conflitto in Medio Oriente sembra diminuire, le interruzioni dei flussi energetici e marittimi continuano a mettere a dura prova le condizioni del credito globale. Allo stesso tempo, i mercati finanziari stanno affrontando gli effetti a catena della rivoluzione dell'AI. In questo scenario, S&P Global Rating continua a ritenere che le banche di rilevanza sistemica globale (G-Sib) manterranno la stabilità operativa.
Grazie alla diversificazione e alle dimensioni delle loro attività, "la maggior parte delle G-Sib con rating elevato è destinata a fornire performance solide e parametri di credito robusti fino al 2026 e al 2027". Le previsioni di S&P indicano trend stabili per le G-Sib migliori, e miglioramenti per molte altre. Alcuni di questi istituti stanno perseguendo obiettivi di redditività molto ambiziosi, a dimostrazione della loro fiducia, ma anche di un potenziale aumento della propensione al rischio nel tempo.
Al contempo, affrontare la complessità e le pressioni sui costi rimane una sfida costante per le G-Sib, e la corsa all'integrazione di soluzioni di intelligenza artificiale si sta affermando come una priorità assoluta. Una buona capitalizzazione e liquidità sono alla base della resilienza finanziaria delle G-Sib e le previsioni degli analisti indicano un'ampia stabilità per i principali indicatori correlati.
Lo scenario base degli esperti vede gli elementi di disturbo creati dalla crisi di Hormuz scemare dal secondo semestre. Ci sarà qualche impatto sul costo del credito, atteso rimanere leggermente più alto nel 2026, ma tassi più alti e una maggiore volatilità sosterranno l'andamento dei ricavi e diminuiranno l'impatto sugli utili.
Per quanto concerne il private credit, stimando l'esposizione delle G-Sib attorno ai 300 miliardi di dollari, questa rappresenta solo il 2% dei prestiti complessivi: una percentuale ampiamente coperta. "Sebbene l'innovazione e la complessità nel finanziamento dei fondi stiano attirando l'attenzione degli organi di controllo, non prevediamo che questi portafogli comporteranno perdite significative per le G-Sib", affermano gli analisti. Ciò detto, alcune banche d'investimento – JpMorgan, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Bnp Paribas e Barclays – "hanno registrato di recente una significativa crescita nelle loro attività di finanziamento dei mercati. Sebbene molto redditizie e generalmente ben gestite, queste attività espongono le grandi banche d'investimento a potenziali fluttuazioni dei prezzi degli asset e all'aumento della leva finanziaria delle società di trading non bancarie, inclusi gli hedge fund".
Focus infine sulla deregulation degli Stati Uniti: l'allentamento dei requisiti di capitale è già visibile sul conto economico di qualche G-Sib. "Il modo in cui le autorità di regolamentazione statunitensi finalizzeranno le proposte sul capitale basato sul rischio pubblicate nel marzo 2026 e la risposta delle banche potrebbero influenzare i rating nel tempo. Al di fuori degli Stati Uniti, il nostro scenario di base prevede uno status quo normativo, il che significa che il divario di competitività con le banche statunitensi probabilmente persisterà".
Focalizzando l'attenzione sul merito creditizio, la gran parte delle G-Sib ha un outlook "stabile", che riflette la resilienza del profilo di credito. Due (Deutsche Bank e Hsbc) hanno addirittura un outlook "positivo": per la prima questo è riconducibile al miglioramento dei profitti e all'implementazione della strategia, per la seconda all'esecuzione strategica e al bilancio globale resiliente.
Tra le big di Wall Street, S&P ha confermato a maggio il rating su BofA, di riflesso al miglioramento della redditività e sul mantenimento di un profilo di rischio contenuto. Nonostante JpMorgan abbia un rating più elevato, per S&P BofA può essere considerato un suo peer; la posizione più cauta è connessa all'impatto della deregulation Usa.
In Inghilterra, gli analisti si aspettano che Barclays raggiunga gli obiettivi fissati per il 2026 e il 2028. "Prevediamo che Barclays manterrà una solida performance nonostante l'attuale incertezza macroeconomica e gestirà le pressioni creditizie in alcuni segmenti del suo portafoglio, inclusi i finanziamenti strutturati e i prestiti a leva".
Più nel dettaglio: alcune delle principali G-Sib del Nord America, tra cui JpMorgan, Morgan Stanley, Goldman Sachs e Rbc, offrono una redditività di prim'ordine con un rendimento medio sul patrimonio netto superiore al 15%. "Prevediamo un andamento delle performance sostanzialmente stabile per queste banche e per le loro principali concorrenti, Hsbc, Santander e Ing". Diverse G-Sib con una redditività inferiore, come Wells Fargo, Ubs, SocGen, Deutsche Bank, Bpce e Citi, dovrebbero registrare miglioramenti significativi nei prossimi anni. "Sebbene le circostanze specifiche siano diverse, queste banche hanno tutte ristrutturato in modo significativo le proprie attività e/o riavviato investimenti importanti nelle proprie filiali, il che dovrebbe dare i suoi frutti in termini di performance dichiarate".
Le principali G-Sib giapponesi – Mufg, Mizuho e Smfg – continueranno a crescere grazie a un contesto economico favorevole e alle iniziative volte a migliorare la redditività. Il margine di interesse netto aumenterà grazie ai tassi di interesse più elevati e alla forte domanda di finanziamenti da parte delle grandi aziende. Di contro, secondo S&P è probabile che le G-Sib cinesi si discostino dalla tendenza alla crescita o alla stabilità della redditività nei prossimi anni. "Prevediamo che il calo dei rendimenti rifletterà il loro ruolo costante nell'attuazione di politiche che comprimono il margine di interesse netto, come l'espansione della finanza inclusiva a tassi accessibili e la riduzione dei tassi ipotecari e delle commissioni bancarie. La Bank of China è più resiliente a questa pressione, data la sua maggiore esposizione offshore (principalmente a Hong Kong)".
Infine, per quanto riguarda le G-Sib europee e dell'area Asia-Pacifico, il divario di redditività rispetto a quelle nordamericane
rimane significativo, sia se misurato rispetto al patrimonio netto medio che al totale delle attività. "Non prevediamo una riduzione significativa di questo divario nei prossimi anni".
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1816:11 giu 2026