MILANO (MF-NW)--La leadership nel settore dell'intelligenza artificiale non dipende solo dalla qualità dei modelli, ma anche da implementazione, capacità di calcolo e produttività. Il settore viene spesso descritto come una sfida decisiva tra Stati Uniti e Cina, una corsa tecnologica con vincitori e vinti. Dal punto di vista degli investimenti, però, questa lettura rischia di semplificare una realtà molto più complessa.
Lo afferma Nick Robinson, deputy head of Global Emerging Market Equities di Aberdeen Investments, osservando che "più che una gara verso un unico traguardo, l'IA va considerata una tecnologia di uso generale, il cui impatto economico emergerà gradualmente attraverso l'adozione e i guadagni di produttività nei diversi settori". Come nelle precedenti rivoluzioni digitali, "la leadership dipenderà non solo dall'innovazione, ma anche da infrastrutture, politiche pubbliche e struttura economica", ha puntualizzato.
L'aspetto più importante per gli investitori è che Stati Uniti e Cina "non stanno necessariamente competendo sullo stesso terreno", secondo l'analisi: gli Stati Uniti puntano sullo sviluppo di frontiera e sulla ricerca verso l'intelligenza artificiale generale (AGI), una strategia ad alto potenziale ma anche ad alta intensità di capitale e incertezza". La Cina, invece, "sta accelerando sull'AI+, integrando l'IA nella manifattura, nella logistica, nella robotica e nei processi industriali. Considerato il peso del settore manifatturiero nell'economia cinese, il legame tra IA e produttività potrebbe risultare più rapido e visibile".
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2217:45 giu 2026