MILANO (MF-NW)--Il deal da circa 10,6 miliardi di dollari di Gsk per Nuvalent riaccende i riflettori sul settore dei farmaci innovativi - un'industria "high-risk, high-reward", secondo Sabrine Boudella, direttore Corporate Ratings dell'agenzia europea Scope Ratings, in quanto presenta "alti tassi di abbandono in tutte le fasi di sviluppo". Quali sono, si domanda l'esperta, le motivazioni alla base dell'offerta di Gsk?
L'accordo raggiunto da Gsk per Nuvalent, la più importante acquisizione dell'azienda britannica per la rinnovata divisione oncologica, "potrebbe segnalare un cambiamento più ampio per il settore" a indicare che il calcolo del profilo rischio-beneficio nell'oncologia sta cambiando. Questo in un segmento di mercato sempre più strategico, con giro d'affari annuale tra i 215 e i 250 miliardi di dollari, ovvero tra il 18% e il 20% del fatturato del settore farmaceutico globale annuale.
Boudella sostiene che il segmento "offre vantaggi distinti in termini di scalabilità e innovazione": i farmaci oncologici di successo possono essere estesi a diverse tipologie di tumore e linee di terapia, mentre gli approcci combinati e le piattaforme tecnologiche creano ulteriori opportunità di crescita e di estensione del ciclo di vita. "Esempi significativi sono i megablockbuster come Keytruda di Merck, che ha generato circa 31,7 miliardi di dollari nel 2025, e Darzalex di Johnson & Johnson, con vendite superiori a 10 miliardi di dollari". Entrambi i trattamenti si sono evoluti da singole indicazioni a piattaforme terapeutiche ampie e multi-linea.
In passato, la riduzione dell'esposizione al settore oncologico consentiva alle aziende farmaceutiche di ridurre il rischio operativo. Inoltre, favoriva il passaggio a zone terapeutiche con rendimenti più prevedibili e tempi di sviluppo più brevi. La rivalutazione del profilo rischio-rendimento in corso, secondo Scope Ratings, "riflette probabilmente l'evoluzione dei modelli di ricerca e sviluppo, con un graduale allontanamento da approcci prevalentemente empirici 'trial & error' verso strategie più mirate, come lo sviluppo guidato dai biomarcatori e la medicina di precisione". Una migliore selezione dei pazienti idonei e studi clinici meglio progettati, in particolare in oncologia, stanno migliorando i tassi di successo, sebbene rimangano strutturalmente bassi, con molta incertezza nelle diverse fasi di sviluppo.
Parallelamente, molti nel settore si aspettano che i progressi nell'analisi dei dati e nell'intelligenza artificiale supportino la scoperta e lo sviluppo di farmaci, anche se devono ancora emergere prove convincenti del loro impatto sulla produttività e sui tassi di successo.
Limitare l'esposizione all'oncologia "può comunque favorire la visibilità e la disciplina a breve termine", concede Boudella, "ma può anche limitare l'accesso a una delle principali fonti di innovazione e di espansione a lungo termine del settore. Un'esposizione maggiore può contribuire a riempire i pipeline di ricerca e sviluppo e a migliorare le prospettive di crescita, sebbene con un rischio di esecuzione dell'attività R&S più elevato, sia interno sia esterno".
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2311:55 giu 2026