MILANO (MF-NW)--A maggio, l'inflazione complessiva si è avvicinata o ha superato il 3% su base annua nell'area euro e nelle sue principali economie. Gli aumenti più significativi sono stati registrati in Italia e Francia.
"La nostra analisi suggerisce che questi Paesi potrebbero beneficiare in misura particolare del recente calo dei prezzi del petrolio, uno sviluppo favorevole che dovrebbe iniziare a riflettersi nei dati di giugno in uscita la prossima settimana. Tuttavia, ci aspettiamo che l'inflazione complessiva nelle principali economie dell'area euro rimanga intorno a questi livelli elevati per il resto dell'anno (prima di attenuarsi nel 2027), principalmente per due fattori", affermano gli strategist di Unicredit.
In primo luogo, puntualizzano gli esperti, nonostante l'impennata di circa il 60% su base mensile dei prezzi all'ingrosso del gas registrata a marzo, il trasferimento ai prezzi al consumo è stato finora limitato, graduale e disomogeneo tra i vari Paesi. Ciò è dovuto in larga misura alle caratteristiche strutturali del meccanismo di trasmissione. In pratica, gli aumenti dei prezzi del gas tendono a essere trasferiti lentamente e in modo asimmetrico, a causa dei contratti a prezzo fisso, dei ritardi normativi e di fatturazione e dei tentativi dei fornitori di ricostruire i propri margini. Riflette inoltre le differenze nel mix energetico e nella diversificazione dei fornitori di energia. Questo aspetto è particolarmente evidente in Italia, data la sua maggiore dipendenza dai combustibili fossili importati e dalle forniture di gas provenienti dai Paesi del Medio Oriente. Di conseguenza, "prevediamo che l'impatto dei maggiori prezzi del gas e dell'elettricità continuerà a spingere al rialzo sia l'inflazione energetica sia quella complessiva nei prossimi mesi".
In secondo luogo, proseguono da Unicredit, gli shock energetici influenzano l'inflazione sia direttamente sia indirettamente, poiché l'aumento dei costi energetici e di trasporto si trasmette gradualmente lungo le catene di approvvigionamento, determinando un ampliamento delle pressioni inflazionistiche nell'intera economia. "Ci si attende che questi effetti indiretti mantengano l'inflazione su livelli relativamente elevati durante l'estate, con possibili ripercussioni sui prezzi alimentari, dei beni non energetici e dei servizi. Tuttavia, è probabile che tali effetti restino prevalentemente di primo impatto e contenuti, riflettendo la durata relativamente breve dello shock e la debolezza della domanda interna, fattore che suggerisce una probabile compressione dei margini di profitto delle imprese. Al contrario, il recente calo dei prezzi del petrolio richiederà tempo prima di riflettersi sui prezzi dei beni non energetici".
Nel complesso, gli strategist si aspettano che gli aumenti dei prezzi si normalizzino gradualmente, anche se l'incertezza legata ai negoziati tra Stati Uniti e Iran continuerà a rappresentare una fonte significativa di rischio per i prezzi dell'energia e, di conseguenza, per le prospettive dell'inflazione nell'area euro.
alb
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2412:03 giu 2026