MILANO (MF-NW)--"La prima metà del 2026 ha messo a dura prova i nervi degli investitori. Il conflitto con l’Iran ha fatto salire i prezzi del petrolio, modificando le aspettative di inflazione e ridisegnando le prospettive di utili in tutti i settori. L’AI continua a trasformare rapidamente interi settori industriali. Eppure, per gli investitori disposti a guardare oltre la volatilità, le ragioni a favore del credito societario rispetto ai titoli di Stato rimangono solide".
Lo afferma in un'analisi Al Cattermole, fixed income portfolio manager di Mirabaud Asset Management, indicando che "siamo ottimisti sul settore finanziario, che continua a beneficiare di un contesto di tassi strutturalmente più elevati, e su quello energetico, dove i prezzi delle materie prime rimangono elevati. L’esposizione ai settori difensivi, rappresentati dai beni di consumo e dalle telecomunicazioni, garantisce equilibrio".
Al contrario, prosegue l'esperto, "siamo cauti nei confronti della fascia di mercato di qualità più bassa – gli emittenti con rating CCC – dove la crescita più debole dei ricavi, la pressione derivante dal rifinanziamento a tasso variabile e le turbolenze strutturali si combinano per comprimere i margini".
"Come spesso accade nel settore del credito, e più in generale nel panorama degli investimenti, il quadro è sfaccettato. Tuttavia, il messaggio di fondo è positivo. Per gli investitori disposti ad affrontare la complessità anziché tirarsi indietro, il credito globale continua a offrire vantaggi: una fonte di income affidabile con un chiaro potenziale di rialzo, se il ciclo dovesse mantenersi", conclude l'esperto.
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0917:45 lug 2026