MILANO (MF-NW)--I portafogli ordini dei costruttori dell’aviazione e della difesa non mai sono stati così pieni. Allo stesso tempo, la capacità di produrre, consegnare e fare manutenzione sulle flotte non è mai apparsa così vincolata.
È quanto messo in luce dall'edizione 2026 dell'A&D Outlook di AlixPartners, secondo cui l'aeronautica commerciale affronta il secondo semestre con una domanda sempre superiore alle attuali capacità dell'industria. Le flotte sono più vecchie, con un record raggiunto nel 2025 di oltre 15 anni di età media, e anche meno disponibili, soprattutto a causa della crisi dei motori GTF, rispetto a qualsiasi altro momento della storia dell'aviazione.
Inoltre, il conflitto con l'Iran ha fatto salire il prezzo del carburante e ridistribuito le capacità regionali, mentre la redditività delle compagnie aeree diverge fortemente a seconda dei modelli di business e delle aree geografiche. I servizi rimangono il motore dei profitti del settore, trainati da un modello di business specifico, interamente controllato dai costruttori di motori e dai fornitori di componenti, che assorbono il 56% dei profitti della catena del valore aeronautica.
Parallelamente, il riarmo dell’Europa è diventato un ciclo industriale strutturale pluriennale, con un portafoglio ordini record nel settore della difesa, che ora deve affrontare gli stessi vincoli di capacità e di esecuzione del settore dell’aeronautica commerciale.
Nonostante tutti gli sforzi, le consegne di aerei restano inferiori alle esigenze delle compagnie aeree. Se le consegne di narrowbody dovrebbero finalmente superare i livelli pre-Covid nel 2026, quelle di widebody restano intorno al 65% dei livelli pre-pandemia. La supply chain resta il fattore che determina il ritmo: i motori, le aerostrutture (in particolare Spirit AeroSystems) e gli interni di cabina sono i colli di bottiglia più critici.
Con 16.745 aerei commerciali in attesa, i portafogli ordini sono a un massimo storico. Oltre 500 widebody (787, 777/777X, A350, A330) sono stati aggiunti nell'arco di un anno, in forte crescita rispetto al 2025 (+21%), mentre l'equilibrio delle forze tra Airbus e Boeing sull'insieme dei velivoli resta stabile (54% contro 40%).
Tra l'impennata dei costi del carburante e il calo del traffico regionale, il conflitto con l'Iran pesa sull'attività di numerosi attori. L'International Air Transport Association (IATA) prevede un utile netto mondiale delle compagnie aeree di 23 miliardi di dollari nel 2026, rispetto a una stima di dicembre 2025 pari a circa il doppio. Nel giugno 2026, la capacità di posti verso il Medio Oriente era in forte calo su base annua: -60% per il Kuwait, -57% per l'Iran, -36% per il Qatar, -29% per gli Emirati Arabi Uniti — mentre Turkish Airlines ha assorbito parte del traffico Asia-Europa deviato.
Tutte le principali compagnie europee hanno comunque registrato una crescita dei ricavi superiore al 10% nel 2025. Le compagnie tradizionali hanno beneficiato della domanda premium e, in media, sono più redditizie rispetto al 2019. Le low-cost e Turkish Airlines hanno guadagnato molte più quote di mercato, con una crescita dell'80% contro il 20% delle compagnie tradizionali. Il consolidamento prosegue. Le prime quattro compagnie americane controllano già l'80% della capacità domestica in posti, mentre in Europa servono nove compagnie per raggiungere la stessa quota, e le trattative di M&A proseguono su entrambe le sponde dell'Atlantico, soprattutto in Europa (Air France-Klm/Sas, easyJet/Castlelake, privatizzazione di Tap).
La spesa militare mondiale ha invece raggiunto 2.800 miliardi di dollari nel 2025, un nuovo record. La spesa europea (esclusa la Russia) è balzata del 71% dal 2020 (+263 miliardi di dollari), facendone la seconda regione mondiale dietro gli Stati Uniti, con tre poli di importanza relativamente comparabile — Stati Uniti (34%), Europa (30%), Asia-Pacifico (24%). Secondo AlixPartners, la spesa militare europea (esclusa la Russia) potrebbe passare da 633 miliardi di dollari nel 2025 a 1.037 miliardi nel 2035. La Germania è ormai la prima fonte di spesa incrementale, mentre la Polonia è il mercato a crescita più rapida. Francia, Italia e Regno Unito offrono visibilità pluriennale grazie ai loro piani di difesa di lungo termine.
Il portafoglio ordini cumulato dei primi 20 attori della difesa americani ed europei è passato da 762 miliardi di dollari nel 2021 a 1.223 miliardi nel 2025 (+60%). Il portafoglio europeo è cresciuto molto più rapidamente (+18% di Cagr contro +9% per gli Stati Uniti), e rappresenta ormai il 45% del totale, contro il 38% nel 2021. Ha raggiunto circa 554 miliardi di dollari (+267 rispetto al 2021, trainato da MBDA, Rheinmetall e Bae Systems), mentre il portafoglio americano ha raggiunto circa 669 miliardi di dollari (+194 rispetto al 2021, trainato da Lockheed Martin e RTX).
com/vsi
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1514:39 lug 2026