MILANO (MF-NW)--L’Europa piace ancora a Wall Street. Goldman Sachs e JP Morgan sono tra le banche d’affari più ottimiste sulle azioni del Vecchio Continente, dove la forza degli utili e una crescita economica più resiliente delle attese alimentano le scommesse su un’ulteriore salita dei listini.
GOLDMAN SACHS ALZA L’OBIETTIVO PER L’INDICE STOXX EUROPE 600
Secondo un sondaggio di Bloomberg, gli strategist di Goldman Sachs hanno alzato a 670 punti il loro obiettivo a tre mesi per l’indice Stoxx Europe 600, indicando un potenziale rialzo del 3% rispetto alla chiusura di mercoledì. Panmure Liberum è la società più rialzista tra quelle intervistate, con una previsione per fine anno a 700 punti, mentre JP Morgan vede l’indice salire a 680 punti.
In media i 15 strategist intervistati nel sondaggio prevedono che il benchmark chiuda l’anno intorno a 651 punti, pari a un rialzo del 10% nell’intero 2026. Se così fosse, sarebbe il quarto anno consecutivo di rialzi per le azioni europee, la serie positiva più lunga dal 2015.
"L’Europa ha fatto meglio di quanto quasi tutti si sarebbero aspettati all’inizio di quest’anno" ha sottolineato Sharon Bell, senior European equity strategist di Goldman Sachs. "C’è stata così tanta attenzione su una manciata di società negli Stati Uniti e in Asia che non credo che all’Europa sia stato riconosciuto il giusto valore".
PANEL PIÙ AMPIO DI TITOLI UE CHE BENEFICIANO DELLA SPESA LEGATA ALL’AI
Lo Stoxx 600 ha raggiunto nuovi record (a 661,87 punti il 7 agosto nell’intraday), mentre gli utili societari hanno superato nettamente le stime degli analisti. Anche il miglioramento delle prospettive economiche ha contribuito a rassicurare gli investitori in una fase in cui i dati statunitensi mostrano segnali di debolezza. Nel frattempo, gli investitori si sono orientati verso un panel più ampio di titoli europei che potrebbero beneficiare della spesa legata all’intelligenza artificiale.
Gli strategist hanno costantemente sottovalutato la forza del rally in Europa. A dicembre, il gruppo di analisti prevedeva in media un rialzo dello Stoxx 600 del 7% entro la fine del 2026, persino l’obiettivo più ottimistico fissava l’indice a 650 punti, livello che è già stato raggiunto. E i successivi rialzi delle previsioni hanno appena tenuto il passo con la corsa dell’indice.
LE AZIONI EUROPEE UN RIFUGIO
Va detto che gli esperti hanno mantenuto la fiducia nei mercati del Vecchio Continente anche dopo l’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran a febbraio, prevedendo che la crescita economica sarebbe rimasta resiliente, nonostante l’impennata dei prezzi del petrolio. La previsione si è rivelata corretta, poiché le società hanno riportato nel secondo trimestre di quest’anno i margini di profitto più elevati di sempre.
Per la strategist di Citigroup, Beata Manthey, il mercato considera sempre più le azioni europee come "una copertura all’interno del trade globale sull’intelligenza artificiale". L’area, infatti, è meno dipendente dalle società che effettuano i maggiori investimenti nell’AI, un vantaggio in un momento in cui gli investitori stanno mettendo in discussione il ritorno di miliardi di dollari di spese in conto capitale negli Stati Uniti e in Asia.
ATTESA UNA CRESCITA DEGLI UTILI DEL 15%
Un paniere di società europee che adottano l’AI, elaborato da Bank of America, è salito del 12% quest’anno, sovraperformando i titoli dei grandi hyperscaler statunitensi, in calo del 2,3%. L’impatto della spesa per l’AI, insieme alla solidità degli utili delle società europee, è un motivo sufficiente per mantenere un atteggiamento ottimista. Secondo i dati elaborati da Bloomberg Intelligence, gli analisti prevedono in media che gli utili delle società dello Stoxx 600 aumentino del 15% quest’anno e del 9% nel 2027.
"Il nostro ottimismo non deriva dalla macroeconomia, ma dai nostri analisti azionari", ha dichiarato Gerry Fowler, strategist di Ubs Group AG, che ha fissato un obiettivo per fine anno dell’indice a 690 punti perché la crescita degli utili nei diversi temi di investimento sta alimentando la crescita europea.
I RISCHI IN VISTA DELLA FINE DELL’ANNO
Il rally, tuttavia, deve affrontare diversi rischi in vista della fine dell’anno, tra cui le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i prezzi del petrolio più elevati. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato l’intenzione di sottoporre l’Iran a un "D-Day economico".
Il petrolio è salito del 30% rispetto al minimo di luglio, mentre i rendimenti dei titoli di Stato globali a 30 anni hanno raggiunto i livelli più elevati degli ultimi decenni. E lo Stoxx 600 è sceso per sette sedute consecutive, la serie negativa più lunga dal settembre 2023. Tra i fattori di rischio anche l’incertezza politica legata alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e le discussioni sulla legge di bilancio in Francia, oltre alla stagionalità negativa del mese di settembre.
UNA VOCE FUORI DAL CORO
Tanto che non mancano le voci fuori dal coro. Una è quella di Sebastian Raedler di Bank of America il quale ha previsto un possibile aumento dei premi per il rischio azionario a causa delle "questioni irrisolte" relative alle forniture energetiche e all’incertezza sull’economia statunitense. Quindi ha ulteriormente ridotto il suo obiettivo sullo Stoxx 600 portandolo a 610 punti, un livello che implicherebbe un calo del 6% rispetto ai livelli attuali.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2116:13 ago 2026