MILANO (MF-NW)--Il Tesoro statunitense è intervenuto sul mercato obbligazionario ampliando le operazioni di riacquisto del debito a più lunga scadenza. Secondo Alessio Garzone, portfolio manager di Gamma Capital Markets, quando un governo interviene "può comprare tempo, può spostare il rischio, può influenzarne il prezzo. Ma non può cancellarlo".
WASHINGTON TRA DEBITO, PETROLIO E RENDIMENTI
Gli Stati Uniti hanno appena superato i 40.000 miliardi di dollari di debito, mentre il Brent tratta sopra i 94 usd al barile, l'inflazione resta al di sopra del target della Federal Reserve e il rendimento del trentennale è tornato intorno al 5,25%, dimenticandosi del buyback del Tesoro. In questo quadro, "Washington ha un problema con 3 porte e non può chiuderle tutte", dichiara l'esperto. "Se lascia salire i rendimenti lunghi, aumenta il costo del debito, si irrigidiscono mutui e credito e salgono i tassi usati per valutare gli asset. Se invece prova a comprimerli con buyback o altri strumenti, può calmare il mercato obbligazionario", spiega Garzone. "Ma il rischio fiscale non sparisce. Se impedisci a un prezzo di fare completamente il proprio lavoro, l'aggiustamento tende a spostarsi altrove. Quell'altrove potrebbe essere il dollaro", dichiara l'esperto.
RISCHIO POTREBBE SPOSTARSI SU DOLLARO
Un investitore straniero compra Treasury perchè vuole essere remunerato per prestare soldi agli Stati Uniti. "Se il mercato vuole chiedere un rendimento più alto, ma Washington ne limita il rialzo, quel premio per il rischio può riapparire altrove: dollaro più debole, oro più forte o minore domanda per gli asset americani", continua Garzone. "Ecco perché il buyback va letto molto oltre il mercato dei bond", commenta l'economista. "Non è ancora repressione finanziaria. Il programma resta uno strumento di supporto alla liquidità e 4 mld per operazione sono poca cosa rispetto alle dimensioni del mercato", precisa Garzone. Tuttavia, se ogni aumento importante dei rendimenti iniziasse a produrre una risposta politica, "il mercato capirebbe velocemente dove si trova il nuovo limite", dichiara l'esperto.
TESORO E FED SI MUOVONO IN DIREZIONI OPPOSTE
Il paradosso è che "rendimenti reali più bassi e dollaro più debole aiutano azioni, oro e condizioni finanziarie. Ma un dollaro più debole rende anche più costose le importazioni e può generare altra inflazione", continua Garzone. "Potremmo quindi ritrovarci con il Tesoro che cerca di abbassare il costo del denaro mentre la Fed è costretta a tenerlo alto per difendere la propria credibilità. Due istituzioni che tirano la stessa coperta da lati opposti", osserva l'esperto. Questa situazione non riguarda soltanto l'America. Anche Giappone, Uk ed Europa convivono con debiti elevati, più emissioni e rendimenti lunghi sotto pressione. "Forse il mercato più importante da osservare è quello dei Treasury, visto che il trentennale sta iniziando a votare sulla credibilità fiscale del Paese", prosegue Garzone. "E quando vedete un governo intervenire, ricordatevi questo: può comprare tempo, può spostare il rischio, può influenzarne il prezzo. Ma non può cancellarlo", conclude l'esperto.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2412:53 ago 2026