09:54 | 15 set 2026

FOCUS: svolta BoJ insufficiente per sostenere lo yen (J. Safra Sarasin)

MILANO (MF-NW)--Secondo Claudio Wewel, Fx strategist di J. Safra Sarasin, "le prospettive per lo yen giapponese sono diventate più favorevoli negli ultimi giorni. Sebbene il rafforzamento del dollaro seguito al discorso di Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole di quest'anno abbia penalizzato nel complesso le valute del G10, la valuta giapponese ha mostrato una sorprendente tenuta. Inizialmente, lo yen si è indebolito in seguito alle osservazioni di Warsh, con il cambio usd/yen che è salito oltre quota 160, un livello attentamente monitorato dagli operatori di mercato".

"Ma, a differenza del passato, quando il Ministero delle Finanze (MoF) avrebbe segnalato la propria disponibilità a intervenire su questi livelli, questa volta la Banca del Giappone (BoJ) sembra aver modificato il proprio orientamento di politica monetaria. Il membro del Consiglio della BoJ Hajime Takata ha sostenuto la necessità di aumentare il tasso di riferimento in modo 'agile', anziché attenersi agli intervalli di sei mesi precedentemente incorporati nelle aspettative dei mercati, mentre il governatore della BoJ Ueda ha indicato che un rialzo dei tassi sarà discusso nella prossima riunione del 17-18 settembre. Il mercato dei tassi ha reagito di conseguenza, incorporando circa 25 punti base di rialzo per settembre e quasi 90 punti base nei prossimi dodici mesi, consentendo allo yen di recuperare terreno nei confronti del dollaro negli ultimi giorni", ha continuato l'analista.

In modo particolare, per Wewel: "la percezione da parte del mercato di una BoJ lenta nel processo decisionale - un freno allo yen ormai da tempo - sembra essere in fase di attenuazione, suggerendo che il differenziale tra i tassi di riferimento statunitensi e giapponesi abbia ampio margine per ridursi ulteriormente. Al contempo, gli interventi congiunti sul mercato valutario da parte di Stati Uniti e Giappone ad agosto dimostrano che entrambe le amministrazioni hanno una tolleranza limitata nei confronti di un nuovo indebolimento dello yen. Con quota 160 che sta diventando una soglia sempre più credibile da difendere, il bilanciamento dei rischi si sta spostando a favore dello yen e dovrebbe favorire un'ulteriore chiusura delle posizioni corte sulla valuta giapponese".

L'esperto di J. Safra Sarasin ha proseguito affermando che "la continua salita dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a più lunga scadenza rappresenta un altro fattore altamente rilevante, destinato a rafforzare lo yen nel medio periodo. Il rendimento del Jgb decennale è salito al 3%, il livello più elevato degli ultimi 30 anni. Considerata la crescente attrattività dei rendimenti giapponesi, è sempre più probabile che gli investitori domestici decidano di rimpatriare una quota maggiore dei propri investimenti esteri. Questo potrebbe catalizzare un cambiamento radicale nel tasso di cambio dello yen, considerata l'enorme dimensione di tali investimenti".

Wewel ha concluso: "nel complesso, le probabilità di un rafforzamento dello yen sono aumentate. Tuttavia, sebbene il sostegno proveniente dal fronte della politica monetaria stia diventando più forte, va considerato che dati macroeconomici statunitensi solidi potrebbero ancora controbilanciare i fattori favorevoli allo yen. Inoltre, i prezzi elevati dell'energia e le preoccupazioni sulla sostenibilità delle finanze pubbliche giapponesi continueranno probabilmente a rappresentare dei fattori di ostacolo. Sebbene i risk reversal siano recentemente diventati più favorevoli allo yen, l'aggiustamento è stato piuttosto cauto, suggerendo che gli operatori di mercato rimangono scettici sulla durata dell'attuale recupero dello yen".

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1509:54 set 2026