MILANO (MF-NW)--"Dopo due settimane dominate dai meeting delle principali banche centrali e con pochi dati di rilievo in calendario, l’attenzione si sposta su due eventi geopolitici: l’incontro in programma martedì a New York a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite tra gli Usa e gli Stati del Golfo e l’incontro tra i leader di Usa e Cina giovedì", è la valutazione degli strategist Mps.
Per gli esperti, "l’incontro Trump-Xi arriva in una fase in cui i temi spaziano da quelli tipici del commercio internazionale a quelli geopolitici per arrivare al tema emergente della governance dell’AI. I rapporti tra i due paesi vanno letti attraverso la lente di una 'managed competition', dove Usa e Cina sono chiaramente in competizione per la supremazia economica, ma questa competizione viene in qualche modo gestita per evitare che diventi una guerra aperta".
"Riguardo il primo insieme di temi, le politiche commerciali, al centro dell’incontro ci sarà la decisione, presa nell’incontro di Busan nell’ottobre 2025, di sospendere una serie di misure restrittive: l’esclusione di dazi sull’importazione dalla Cina di 178 articoli, i limiti all’export cinese di terre rare e la Bis Affiliates Rule (una norma che mira ad evitare pratiche tese ad aggirare i divieti all’export USA di alcuni prodotti, semiconduttori in primis)", continuano gli stategist. "La sospensione scade il 10 novembre ed è probabile che un accordo per una sua estensione verrà raggiunto. Più spinoso il tema geopolitico. Gli Usa hanno lanciato il 24 agosto l’'Operation Economic Outcast', tesa a isolare l’Iran con la minaccia di sanzioni secondarie ai paesi che agevolassero il paese".
"In particolare", rilevano gli esperti, "il segretario al Tesoro Bessent ha chiarito che l’intermediazione fornita dalle banche cinesi sulle operazioni di vendita del petrolio iraniano sono comprese nell’operazione. Su questo fronte la chiusura della Cina è stata netta, mentre dovrebbe procedere il tentativo di far leva sull’influenza cinese sull’Iran per ammorbidire la postura negoziale di Teheran. Riguarda il tema emergente della governance dell’AI, il meeting non dovrebbe produrre nulla di significativo. La rilevanza della competizione e i differenti approcci scelti da USA e Cina rendono difficile una vera e propria cooperazione".
Per gli strategist, "l'incontro tra Trump e i leader dei sei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Kuwait e Bahrain), previsto a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, sarà incentrato sulle prossime mosse nel conflitto con l'Iran e sulla definizione di una possibile strategia per la fase successiva alla guerra".
"Secondo quanto riportato da Axios, Trump ritiene che il conflitto stia entrando in una fase decisiva e non ha escluso alcuna opzione, inclusa la possibilità di riprendere operazioni militari più incisive" continuano gli esperti. "Il vertice potrebbe quindi contribuire a delineare la prossima fase del conflitto e il ruolo che la diplomazia regionale sarà chiamata a svolgere. Negli ultimi giorni Trump ha più volte dichiarato di intravedere la possibilità di una conclusione della guerra, mentre all'interno dell'amministrazione statunitense cresce la consapevolezza che l'attuale situazione di incertezza non sia sostenibile nel medio periodo".
"L'esito dell'incontro sarà seguito con particolare attenzione dai mercati finanziari", sottolineano gli strategist, "poiché eventuali sviluppi sul fronte geopolitico potrebbero influenzare significativamente il prezzo del petrolio e, di conseguenza, le aspettative d'inflazione e l'andamento dei rendimenti obbligazionari globali e degli asset rischiosi".
"La prossima settimana non sono attesi dati di rilievo", concludono di esperti Mps. "Gli unici degni di nota sono gli indici Pmi delle principali economie, che però al momento non destano particolare preoccupazione in quanto sono tutti (Usa, area euro, Giappone, UK) in area di espansione, così come altri indicatori segnalano un’economia che, malgrado i rialzi energetici e le spinte inflattive, rimane robusta. Un’attenzione particolare andrà al Pmi servizi dell’area euro che a differenza del manifatturiero si mostra più debole, anche se il consenso vede una sua stabilizzazione (atteso 51,1 da 51,6 di agosto). All’interno sarà importante analizzare la componente prezzi che ci fornirà indicazioni sulla volontà o meno delle aziende di trasferire ai consumatori parte degli aumenti dei costi energetici e delle materie prime in generale".
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1815:27 set 2026