MILANO (MF-NW)--"La stasi nel Golfo e il rialzo dei prezzi di petrolio e gas sono stati i fattori alla base dell’ennesimo repricing dele banche centrali. Per quanto riguarda la Bce, un nuovo rialzo ad ottobre è ora prezzato con una probabilità del 45%; era solo il 25% prima del meeting del 10/9 che ha decretato il secondo rialzo di questa fase restrittiva. I numeri dell’inflazione di settembre, in uscita questa settimana (mar. Spa, mer. Fra-Ger-Ita, ven. Area euro), costituiranno un input importante per il meeting del 29 ottobre", affermano gli strategist di Mps.
"Il consensus vede un aumento dell’headline al 3,6% a/a dal 3,2% di agosto, per effetto essenzialmente del rialzo dei prezzi dei carburanti", continuano gli esperti. "L’inflazione core è vista in aumento di un decimo al 2,5% come conseguenza del rialzo delle componenti legate al turismo dopo un agosto particolarmente benigno", dichiarano gli strategist. "Per l’headline si tratterebbe di un nuovo massimo in questa fase seguente allo scoppio del conflitto, mentre la core rimarrebbe all’interno del range 2,2-2,6% in atto da più di un anno. Se queste previsioni fossero rispettate, la media del Q3 sarebbe simile a quella immaginata dalla Bce nelle proiezioni di settembre (headline: 3,3%, core: 2,5%) e non aggiungerebbero elementi per sconvolgere le attese per il meeting di ottobre".
"Oltre all’inflazione area euro la prossima settimana (venerdì) è molto atteso il dato sul mercato del lavoro Usa di settembre, soprattutto dopo la sorpresa positiva dello scorso mese, accompagnata da una revisione al rialzo di luglio. Per settembre il consenso si attende un rallentamento della crescita dei nuovi occupati (+100.000 da 162.000) con un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%. Il rallentamento dovrebbe giungere da una riduzione delle assunzioni nel settore del tempo libero e dalla minore crescita nel settore pubblico, settori che negli ultimi mesi avevano visto un forte aumento delle assunzioni, legate anche a fattori contingenti (es. mondiali di calcio)", continuano gli esperti.
"Il dato acquista particolare importanza in vista della riunione Fed del 28 ottobre, considerato che il mercato si attende un rialzo dei tassi con una probabilità del 70% circa. Tuttavia, considerata l’elevata volatilità della serie (con ampie oscillazioni al rialzo o al ribasso, legate a vari fattori, tra cui a distorsioni stagionali o shock geopolitici), non possiamo escludere che anche per questo mese ci siano delle sorprese. Da monitorare anche il Pce core di agosto, variabile di riferimento Fed per l’inflazione, atteso rimanere in linea con il mese precedente, ma un dato anche poco sopra le attese potrebbe rendere ancora più probabile il rialzo dei tassi Fed di ottobre", proseguono gli startegist Mps.
"Infine", affermano gli esperti, "lato banche centrali sono attesi due discorsi della Lagarde (di cui uno lunedì al Parlamento europeo), in cui la presidente Bce è attesa confermare la linea dura adottata dall’istituto verso l’inflazione".
"Sul fronte utili societari", continuano gli esperti, "la stagione si è in gran parte conclusa. Occorre però sottolineare che il 30 settembre, a mercati chiusi, pubblicherà i propri conti trimestrali Micron Technology (+278% Ytd), uno dei principali produttori mondiali di memorie e tra i leader nel segmento delle Hbm (High Bandwidth Memory), componente essenziale per i sistemi di intelligenza artificiale più avanzati.
"I risultati della società saranno seguiti con particolare attenzione poiché potranno fornire indicazioni sull'evoluzione della domanda lungo l'intera filiera dell'AI, offrendo segnali utili sia sul ritmo degli investimenti infrastrutturali sia sulla capacità del settore di assorbire l'attuale incremento dell'offerta di hardware dedicato all'intelligenza artificiale", concludono gli strategist.
dfg
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2516:24 set 2026