MILANO (MF-NW)--"Sulla carta, settembre avrebbe dovuto essere il mese in cui il rally di agosto si sarebbe sgonfiato", afferma Eliézer Ndinga, Head of Research di 21shares. "Storicamente, il nono mese dell'anno è sempre stato uno dei più deboli per il Bitcoin, con una perdita media del 2,4% dal 2013 e sei mesi di settembre consecutivi in negativo tra il 2017 e il 2022".
"Ma al di là di ciò che dice la storia", continua l'esperto, "le ultime settimane sono state caratterizzate da un flusso di notizie alquanto sfavorevoli: la Federal Reserve ha alzato i tassi per la prima volta dal 2023, il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni ha toccato il massimo dal 2004 nonostante l'aumento dei riacquisti, il petrolio è rimasto sopra i 100 dollari per il 25% del mese con lo Stretto di Hormuz chiuso e il CLARITY Act è stato respinto al Senato. Eppure, il Bitcoin è riuscito ad assorbire tutto questo, raggiungendo un livello di prezzo che non si osservava da otto mesi, vicino agli 87mila dollari e chiudendo il quarto settembre consecutivo in rialzo (+6,2%), coronando così il miglior terzo trimestre dal 2017".
"Tuttavia, è bene mettere in chiaro che la crescita e la tenuta della criptovaluta non è stata casuale, ma si fonda su tre trend strutturali.
Il primo è la digitalizzazione dell'infrastruttura finanziaria. Stablecoin, asset tokenizzati, credito e trading on-chain stanno modernizzando i sistemi tradizionali, con gran parte di queste attività che si concentra sui network Ethereum e Solana e con il primo che detiene circa la metà dell'offerta", continua l'analista.
"Ciò ha portato a una crescita delle commissioni su Ethereum del 53% su base mensile, raggiungendo i 15,9 milioni di dollari, con un incremento del 6% degli indirizzi attivi mensili (a quota 10,3 milioni); nello stesso periodo, le commissioni di Solana sono salite del 13% a 25,0 milioni di dollari - il livello più alto da gennaio - e gli indirizzi attivi sono cresciuti del 18%, arrivando a 43,5 milioni. L'esempio più evidente di questo sviluppo è rappresentato dall'ecosistema Robinhood, che a luglio ha lanciato il proprio network, introducendo il trading di azioni tokenizzate 24 ore su 24, con l'esenzione concessa dalla Sec che ha garantito a questo modello un orizzonte operativo di cinque anni", afferma Ndinga.
"Il secondo trend riguarda l'inevitabile convergenza tra asset digitali e intelligenza artificiale. Per capire meglio di cosa si sta parlando, basta guardare alle performance conseguite da Near, che in 30 giorni ha generato un rialzo vicino al 180%. Questo risultato riflette un dibattito che ci accompagna da tutto l'anno: nel 2026, le criptovalute e l'IA si sono contese i capitali marginali, ma, nel lungo termine, i due settori sono complementari: le società di agentic AI stanno diventando attori economici che necessitano di denaro da detenere e spendere, di potenza di calcolo e di infrastrutture che non richiedano un conto bancario. Le criptovalute rappresentano l'unico ecosistema progettato specificamente per queste esigenze e settembre 2026 ha rappresentato il primo mese in cui il mercato ha scontato una logica di convergenza anziché di competizione. Come 21shares, prevediamo che i capitali continueranno a fluire verso entrambi i settori da qui in avanti", prosegue l'esperto.
"Infine, il terzo trend è quello della privacy. Con i due fenomeni descritti sopra che si alimentano vicendevolmente, le istituzioni che diventeranno sempre più digitali non potranno certo permettersi di mantenere la tesoreria, le buste paga o le attività di trading su un registro pubblico e accessibile a chiunque. Ciò significa che la trasparenza che rendeva le blockchain verificabili ne limita oggi la crescita su larga scala, mentre la sorveglianza basata sull'IA ha trasformato la privacy finanziaria in un tema di interesse generale", afferma l'analista.
"Alla luce di ciò, se il Bitcoin dovesse mantenersi la soglia degli 81mila dollari in caso di ritest, se gli afflussi negli Etf proseguissero per tutto il mese e i rendimenti a lunga scadenza si stabilizzassero, una chiusura mensile al di sopra del prezzo di apertura annuale di 88.800 dollari porterebbe il bilancio dell'anno in positivo e confermerebbe l'inversione di tendenza, fissando come prossimo obiettivo una corsa verso i 100mila dollari entro la fine dell'anno", continua Ndinga.
"I precedenti storici avvalorano questo scenario: dal 2011 a oggi, Bitcoin ha recuperato la media mobile a 50 settimane in 13 occasioni e, in 11 di queste, non ha più toccato nuovi minimi. Tuttavia, servirà guardare molto attentamente alle mosse della Fed, in quanto un altro rialzo dei tassi potrebbe portare il rendimento dei titoli a 30 anni su livelli che porterebbero a un riprezzamento di tutti gli asset sensibili alla duration. In ogni caso, come 21shares riteniamo che questo possa portare a delle contrazioni del prezzo, ma non a un nuovo ciclo ribassista, a meno che il valore non scenda sotto quota 71mila dollari", conclude l'esperto.
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0812:32 ott 2026