MILANO (MF-NW)--"In un contesto di tassi d'interesse globali persistentemente elevati e volatili, aggravato dall'aumento dei prezzi dell'energia, i mercati obbligazionari europei stanno entrando in una nuova fase di frammentazione", afferma Sebastiano Chiodino, Head of Liability Driven Investments presso Generali Asset Management. "I titoli di Stato continuano a essere sotto pressione a causa della diffusa instabilità politica, che rappresenta un rischio concreto per la disciplina fiscale in diversi Paesi".
"Sebbene gli sviluppi politici futuri possano rivelarsi meno destabilizzanti di quanto i mercati attualmente temano, il recente allargamento degli spread sovrani è destinato con ogni probabilità a proseguire nei prossimi mesi e potrebbe intensificarsi con l'avvicinarsi di un fitto calendario politico", prosegue l'esperto.
"Al momento, tuttavia", continua l'analista, "né i livelli assoluti degli spread né l'entità del contagio sembrano sufficienti a giustificare l'attivazione imminente degli strumenti di backstop disponibili. Potrebbe quindi essere necessario un ulteriore repricing dei mercati prima che un intervento delle autorità diventi probabile".
"Sebbene la Francia e il mercato degli Oat siano al centro di questa nuova fonte di rischio sistemico, un ulteriore deterioramento potrebbe generare effetti di contagio verso altri Paesi vulnerabili, accentuando la differenziazione del rischio all'interno dell'area euro", dichiara Chiodino.
"In questo contesto", prosegue l'esperto ,"i cambiamenti nelle correlazioni tra le diverse classi di attivo assumono un'importanza cruciale per gli investitori istituzionali di lungo periodo e meritano un'attenta valutazione. L'interazione tra rischio spread e rischio duration sarà un elemento centrale nella costruzione e nel ribilanciamento dei portafogli, sollevando una domanda fondamentale: dove possono trovare gli investitori un bene rifugio realmente affidabile?".
Per l'analista, "il Bund tedesco potrebbe tornare a ricoprire il ruolo di asset privo di rischio di riferimento nell'area euro, ma la Germania non è immune alle incertezze politiche e deve affrontare profonde sfide strutturali per la propria economia".
"Le fasi più recenti e acute della crisi francese potrebbero suggerire che i titoli tedeschi siano destinati a riassumere questo ruolo di bene rifugio. Tuttavia, la crisi energetica innescata dalla crisi iraniana, insieme alle conseguenti pressioni inflazionistiche, implica che non si possa escludere una persistente pressione al rialzo sui rendimenti tedeschi; pertanto, obiettivi particolarmente ambiziosi potrebbero non essere coerenti con le attuali incertezze geopolitiche", afferma Chiodino.
"Come proteggere, dunque, un portafoglio in un contesto così complesso e imprevedibile? I tassi reali, tornati su livelli che non si vedevano dalla vigilia della crisi finanziaria globale, offrono interessanti opportunità d'investimento. Di conseguenza, in un mercato che continua a considerare l'inflazione come un fenomeno temporaneo, le coperture dall'inflazione dovrebbero essere attentamente valutate e adeguatamente integrate nei portafogli", afferma l'esperto. "Ma tassi reali così elevati e condizioni finanziarie progressivamente più restrittive rappresentano una minaccia per le obbligazioni societarie, altra componente fondamentale dei portafogli obbligazionari? Probabilmente sì".
"Sebbene i fondamentali delle imprese rimangano solidi e il superciclo di investimenti legato all'intelligenza artificiale sia guidato da aziende con livelli di leva finanziaria moderati, considerare le obbligazioni corporate come il nuovo bene rifugio potrebbe essere un'ipotesi azzardata", continua l'analista.
"Finora sono state una delle asset class più favorite dagli investitori, ma le dinamiche di mercato in evoluzione potrebbero incidere sulla loro performance futura. Oltre ai possibili rischi sul fronte dei fondamentali e a condizioni finanziarie meno favorevoli, le obbligazioni societarie non sono immuni da un eventuale ritorno delle tensioni sui Paesi periferici dell'Eurozona", afferma Chiodino.
"Il deterioramento del profilo di rischio del debito sovrano francese potrebbe infatti favorire una significativa riallocazione degli OAT verso investitori domestici, replicando in parte il processo di rimpatrio dei Btp osservato durante la crisi del debito dell'area euro. I portafogli assicurativi sono tra i principali candidati ad assorbire una quota rilevante di questa offerta, con il rischio di sottrarre capitali al mercato primario del credito corporate e ridurre la partecipazione di uno dei suoi maggiori gruppi di investitori", prosegue l'esperto.
"Alla luce di queste considerazioni, potrebbe essere opportuno avviare una graduale rotazione dal rischio di credito verso il rischio duration, privilegiando l'esposizione ai titoli sovrani core sulle scadenze intermedie. Non vi sono tuttavia ragioni per affrettarsi o lasciarsi prendere dal panico: i fondamentali societari restano solidi e la volatilità dei tassi d'interesse continua a creare opportunità d'investimento", conclude l'analista.
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1209:56 ott 2026