10:55 | 13 ott 2026

FOCUS: cala la propensione al rischio, aumentano le allocazioni al reddito fisso (State Street)

MILANO (MF-NW)--Lo State Street Risk Appetite Index è sceso a 0,18 a settembre, dallo 0,36 di agosto, segnando il livello più basso dallo scoppio della guerra in Iran a marzo e ponendo fine a una fase di cinque mesi consecutivi di propensione al rischio da parte degli investitori istituzionali.

Le allocazioni azionarie rimangono su livelli storicamente elevati, al 56,6%, ma a settembre sono diminuite di 0,8 punti percentuali. A beneficiarne è stato il reddito fisso, anziché la liquidità: le allocazioni, escludendo i Treasury bill, sono aumentate di quasi un punto percentuale, mentre la liquidità è diminuita di 0,18 punti percentuali. Si tratta del maggiore incremento mensile delle allocazioni al reddito fisso degli ultimi cinque anni. Sebbene le posizioni rimangano su livelli storicamente bassi, l'aumento registrato a settembre suggerisce che gli investitori di lungo periodo stiano finalmente reagendo ai rendimenti più elevati dei titoli sovrani, nonostante un quadro macroeconomico difficile.

"Non ha sorpreso che la fase di ricerca del rischio, rilevata dallo State Street Risk Appetite Index, non sia riuscita a proseguire per un sesto mese. Gli investitori erano già significativamente sovrappesati sull'azionario, mentre l'aumento dei prezzi del petrolio e condizioni monetarie più restrittive fornivano chiare ragioni per prendersi una pausa. Più sorprendente, tuttavia, è stato il modo in cui hanno cercato sicurezza. A volte, è proprio un comportamento assente a essere più indicativo", commenta Michael Metcalfe, Head of Macro Strategy di State Street Markets.

"Nonostante l'andamento più debole dei prezzi sia delle azioni sia delle obbligazioni, le allocazioni alla liquidità sono diminuite moderatamente e sono rimaste al di sotto della loro media di lungo periodo. Al contrario, il calo di 80 punti base delle posizioni azionarie e di 20 punti base della liquidità è confluito nei titoli a reddito fisso, determinando il maggiore incremento mensile degli ultimi cinque anni", prosegue l'esperto.

"Con le posizioni nel reddito fisso degli asset manager vicine ai minimi degli ultimi 20 anni, un certo riequilibrio era ormai atteso. Tuttavia, questo spostamento si è verificato mentre i rendimenti aumentavano nettamente. Ciò potrebbe indicare che, nonostante le preoccupazioni relative all'inflazione e alle prospettive fiscali e politiche, i rendimenti a più lunga scadenza siano finalmente sufficientemente elevati da tornare ad attrarre gli investitori di lungo periodo", conclude Metcalfe.

Gli Institutional Investor Indicators (le 3 "i") sono stati sviluppati da State Street Associates, la divisione di ricerca e advisory di State Street Markets. Misurano la fiducia degli investitori o la propensione al rischio in modo quantitativo, analizzando i modelli di acquisto e di vendita degli investitori istituzionali, ricavati dai 54 trilioni di dollari di asset in custodia e/o amministrazione di State Street (in questo patrimonio non sono inclusi gli asset detenuti da State Street stessa).

L'indice di propensione al rischio deriva dalla misurazione dei flussi degli investitori in ventidue diverse dimensioni di rischio tra azioni, valute, reddito fisso, asset legati alle materie prime e trend di asset allocation. L'indice cattura la proporzione dei ventidue elementi di rischio che hanno visto un comportamento orientato alla ricerca o alla riduzione del rischio.

Una lettura positiva indica che nel complesso gli investitori stanno aumentando la loro esposizione al rischio, mentre una lettura negativa suggerisce una riduzione del rischio. Gli indicatori delle partecipazioni di State Street rilevano la quota dei portafogli degli investitori allocata in azioni, reddito fisso e liquidità a partire dal 1998.

dfg

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