MILANO (MF-NW)--"Stanno emergendo opportunità di acquisto sui Treasury statunitensi", afferma Jenny Zeng, cio Global Fixed Income di Allianz Global Investors. Il motivo è semplice: sono tornati a offrire un certo valore. Sia rispetto alla loro storia recente sia rispetto alle azioni, gran parte dell’eccessiva sopravvalutazione è stata riassorbita".
"È vero che siamo ancora in una fase di boom economico accompagnato da inflazione, che continua a penalizzare i titoli di Stato. Tuttavia, i rendimenti reali si stanno avvicinando a livelli che storicamente hanno messo sotto pressione alcune componenti dell’economia. L’asimmetria del rapporto rischio-rendimento è migliorata abbastanza da giustificare un cambiamento di posizionamento. Inoltre, la possibilità che il segretario al Tesoro Scott Bessent ricorra a riacquisti di Treasury più aggressivi potrebbe fornire un sostegno tecnico al mercato", prosegue l'esperta.
"Ciò non significa che dobbiamo aspettarci un rialzo duraturo dei Treasury. La crescita rimane troppo robusta, mentre l’offerta di titoli, sia da parte del Tesoro sia degli emittenti societari, resta eccessiva. I rendimenti sono però ormai abbastanza elevati da rendere nuovamente i titoli di Stato meritevoli di un posto in portafoglio, grazie a un reddito reale significativo e a un prezioso effetto di diversificazione", dichiara l'analista.
"In poche parole, detenere Treasury statunitensi, anche principalmente come copertura contro una possibile frenata della crescita, è decisamente più interessante rispetto a qualche anno fa", afferma Zeng.
"Con le prossime mosse della Federal Reserve ormai in gran parte scontate dai mercati, la questione più importante è capire dove tassi reali più elevati potrebbero iniziare a provocare danni. Gli utili societari e i default sono indicatori fondamentali. Finora, nel complesso, gli utili delle imprese continuano a dimostrare una buona tenuta. Le tensioni si sono concentrate nel segmento del credito con rating CCC, dove gli spread si sono ampliati in seguito all'aumento del rischio di default. È un fenomeno prevedibile, considerata la vulnerabilità di questi debitori, e il segmento rimane troppo piccolo per rappresentare una minaccia sistemica più ampia", prosegue l'esperta.
"A preoccuparmi maggiormente sarebbe invece un'estensione delle tensioni al credito con rating single-B, soprattutto nei settori ciclici a elevata leva finanziaria, come i beni di consumo ciclici, il software e le comunicazioni. Sarebbe un segnale più chiaro del fatto che tassi più elevati e condizioni finanziarie più restrittive non stanno semplicemente mettendo sotto pressione le valutazioni azionarie, ma iniziano a danneggiare l'economia nel suo complesso", conclude Zeng.
dfg
gaia.difraia@mfnewswires.it
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
1915:49 ott 2026