06:48 | 21 ott 2026

FOCUS: sostegno fragile a nuovo governo Romania mette a rischio consolidamento fiscale (Scope Ratings)

MILANO (MF-NW)--"La fine dei cinque mesi di stallo politico in Romania (BBB-/Stabile) migliora la visibilità a breve termine sulle politiche di bilancio. Il nuovo primo ministro Luca Niculescu intende rivedere il bilancio 2026 entro 30 giorni e presentare un bilancio per il 2027 coerente con un disavanzo pari al 5,2% del Pil. Se Niculescu riuscirà a raggiungere questo obiettivo, la riduzione del deficit avrà effetti positivi sul merito di credito, rispetto all'ultima stima del 5,8% formulata a maggio".

E' quanto sostiene Brian Marly, associate director, Sovereign & Public Sector di Scope Ratings, spiegando che "tuttavia, la sopravvivenza del nuovo governo dipende da una base parlamentare frammentata. Il Partito Nazionale Liberale (Pnl) sosterrà l’attuale esecutivo soltanto fino all’approvazione del bilancio 2027 e ha dichiarato che potrebbe presentare una mozione di sfiducia qualora venisse superato il limite del deficit fiscale del 5,3% del Pil fissato per il 2027. Il consolidamento oltre il 2027 resta quindi incerto. Ci aspettiamo che il rischio politico continui a pesare sulle prospettive di bilancio della Romania nei prossimi anni, soprattutto in vista delle elezioni del 2028".

Marly sottolinea che "la sopravvivenza dell’esecutivo dipende dal Pnl, che sotto la guida del primo ministro uscente Ilie Bolojan aveva condotto il consolidamento fiscale, ma ora passa all’opposizione. Il suo sostegno costituisce un 'voto di necessità' a tempo, limitato alla revisione del bilancio 2026 e alla preparazione di quello del 2027. Ciò offre un punto di riferimento per la politica di bilancio nel breve termine, ma lascia anche a un attore politico la possibilità di ritirare il proprio appoggio una volta approvato il bilancio 2027. Inoltre, il partito di estrema destra Aur è stabilmente in testa ai sondaggi, con consensi intorno al 34%, aumentando il costo politico delle misure di austerità per i partiti tradizionali in vista delle elezioni del 2028".

Scope Ratings si aspetta che "il governo rumeno rispetti gli obiettivi di deficit per il 2026 e il 2027, nonostante le pressioni macroeconomiche e sociali, dai prezzi elevati dell’energia alle maggiori spese sanitarie e assistenziali. A sostegno di questo orientamento vi è l’impegno a non autorizzare spese permanenti prive di coperture finanziarie permanenti. Oltre il 2027 - prosegue l'esperto - le nostre previsioni ipotizzano un ritmo più lento di consolidamento. Poiché il sostegno del Pnl verrà meno una volta approvato il bilancio 2027, riteniamo concreto il rischio di un deterioramento dei conti pubblici nel 2028, anno elettorale, e prevediamo che l’instabilità politica persista lungo l’intero orizzonte di previsione. In queste condizioni, il rapporto debito/Pil dovrebbe salire a circa il 70% entro il 2031, contro l’obiettivo del governo di stabilizzare il debito al di sotto del 64% del Pil".

"La recente performance fiscale ha tenuto nonostante la presenza di un governo ad interim da maggio 2026. Il deficit di cassa si è ridotto al 2,9% del Pil nel periodo gennaio-agosto, dal 4,5% dello stesso periodo dell’anno precedente, mantenendo alla portata l’obiettivo del 6,2% per l’intero anno. Il risultato segue la riduzione del deficit secondo i criteri Esa al 7,9% del Pil nel 2025, dal 9,3% del 2024, dovuta principalmente agli aumenti delle imposte adottati a metà del 2025 e al congelamento di salari e pensioni", ha aggiunto Marly.

Perl'esperto, "il nuovo governo ha mantenuto gli obiettivi di medio termine della strategia di bilancio strutturale approvata a marzo, che punta a un deficit del 5,2% del Pil nel 2027 e inferiore al 3% nel 2030. Sarà tuttavia difficile rispettare gli obiettivi del bilancio 2027, poiché il programma di Niculescu esclude nuove imposte e prevede l’abolizione, da gennaio 2027, dell’imposta minima sul fatturato delle grandi imprese. Nel frattempo, le pressioni sulla spesa torneranno a intensificarsi. Salari pubblici e pensioni saranno rivalutati a gennaio 2027, entro i limiti stabiliti nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, mentre nello stesso anno è prevista una nuova legge sulle retribuzioni del settore pubblico. Anche gli oneri per interessi continueranno ad aumentare: il rendimento dei titoli decennali, intorno al 7,1%, resta il più alto dell’Ue, nonostante la flessione registrata dopo l’annuncio della formazione del nuovo governo".

Inoltre, spiega Marly "rendimenti nominali elevati, crescita fragile e pressioni esterne rendono l’andamento del debito rumeno sensibile a eventuali deviazioni dagli obiettivi di bilancio. Prevediamo una contrazione del PIL dello 0,5% quest’anno, seguita da una ripresa della crescita al 2,3% nel 2027. Tuttavia, individuiamo rischi significativi al ribasso per queste previsioni, considerata l’elevata volatilità del contesto esterno. I fondi dell’Ue restano essenziali per sostenere la dinamica economica. La Romania ha ricevuto 13,3 miliardi — 9 mld in sovvenzioni e 4,3 mld in prestiti — nell’ambito del suo piano da 21,4 miliardi del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Rrf). I restanti 6,4 miliardi sono inclusi in due richieste di pagamento ancora in sospeso, sulle quali è attesa una decisione della Commissione europea entro il 20 novembre".

"Una volta esauriti i fondi Rrf, gli investimenti pubblici, iscritti a bilancio per circa l’8,5% del Pil nel 2026, dipenderanno dai fondi di coesione previsti dal bilancio Ue 2021-2027, pari a circa 31 miliardi, ossia l’8,1% del Pil. Alla fine di settembre 2026 ne era stato assorbito soltanto il 28,5% e le risorse rimanenti dovranno essere utilizzate entro la fine del 2029. Gli afflussi di fondi europei sono altrettanto importanti per il finanziamento esterno. Il deficit delle partite correnti, pari al 7,4% del Pil nel 2025, rimane un punto debole strutturale del profilo creditizio del Paese. Con gli investimenti diretti esteri in rallentamento, i fondi Ue rappresentano un’importante fonte di finanziamento stabile per la Romania, che presenta elevate esigenze lorde di finanziamento esterno", ha proseguito l'esperto.

Infine, "le pressioni dei mercati restano elevate. Il cambio euro/leu si è attestato in media intorno a 5,34 nell’ultimo mese, circa il 5% in meno rispetto a un anno prima, aumentando il costo del debito rumeno denominato in valuta estera, che rappresenta circa la metà del debito pubblico. L’8 ottobre la Banca nazionale della Romania ha mantenuto il tasso di riferimento al 6,50% e prevede una nuova accelerazione dell’inflazione verso la fine dell’anno, a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, limitando così i margini per un allentamento delle condizioni di finanziamento. In questo contesto difficile, il profilo creditizio della Romania continua a dipendere dalla capacità delle autorità di mantenere un percorso credibile di consolidamento fiscale e di assicurare l’erogazione dei fondi Ue nei prossimi anni. La prossima data prevista per la revisione del rating della Romania da parte di Scope è il 20 novembre 2026", ha concluso Marly.

cos


MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

2118:48 ott 2026