MILANO (MF-NW)--"Il ballottaggio non è ancora deciso e possono comunque verificarsi delle sorprese, anche se a questo punto appaiono sempre meno probabili", afferma Pablo Riveroll, Fund Manager & Global Head of Equities Research presso Schroders. "I dettagli sulle reali priorità politiche e sui piani fiscali di Bolsonaro rimangono scarsi e la sua capacità esecutiva non è ancora stata messa alla prova".
"Nel frattempo, sembra che Lula stia valutando Geraldo Alckmin come ministro delle Finanze per rafforzare la propria credibilità fiscale. Poiché gran parte delle buone notizie è ormai già scontata dai prezzi, è probabile che gli asset brasiliani rimangano molto sensibili ai sondaggi per il ballottaggio, oltre che agli annunci di politica economica che seguiranno il secondo turno elettorale", prosegue l'esperto.
"Tassi a lungo termine più bassi e un ciclo di allentamento monetario più rapido creano dei chiari vincitori. I mercati dei capitali dovrebbero beneficiarne per primi: costi di provvista più contenuti e un contesto azionario più solido tendono a riaprire la finestra delle quotazioni (Ipo) e ad attrarre flussi sull'azionario, a vantaggio delle borse, delle banche d'affari e dei broker. Anche le società a elevata leva finanziaria e ad alta intensità di capitale ne traggono un vantaggio diretto, poiché il loro onere per interessi si ridurrà nei prossimi 12-18 mesi", dichiara l'analista.
"I settori long-duration e sensibili ai tassi, come le utility, i centri commerciali e i costruttori residenziali, traggono beneficio da tassi di attualizzazione più bassi, che aumentano il valore attuale dei loro flussi di cassa futuri. Le banche attive nel credito al consumo, dal canto loro, dovrebbero registrare un miglioramento della qualità del credito con il calo dei costi per interessi a carico dei debitori, riducendo lo stress sui portafogli crediti che erano stati sotto pressione", afferma Riveroll.
"Sebbene questo cambio di scenario sia positivo per l'azionario brasiliano in generale, vi sono anche degli sconfitti. Le società difensive tendono a rimanere indietro durante un rally di propensione al rischio, mentre le aziende con ricavi in dollari e costi denominati in real vedono i propri margini compressi dal rafforzamento della valuta locale. In modo meno diretto, i cambiamenti nelle normative e negli incentivi generano spesso conseguenze indesiderate che dovremo monitorare. Tra i settori destinati a sottoperformare in termini relativi figurano l'estrazione mineraria e metallurgica, la cellulosa e carta e gli esportatori industriali", conclude l'esperto.
dfg
gaia.difraia@mfnewswires.it
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2211:56 ott 2026