11:00 | 04 nov 2026

FOCUS: midterm Usa, impatto limitato, ma restano i rischi settoriali (T. Rowe Price)

MILANO (MF-NW)--"Le elezioni di metà mandato del 2026 potrebbero avere implicazioni più politiche che di mercato, con il passaggio da un controllo repubblicano pieno a un governo diviso", spiega Tim Murray, Capital Markets Strategist presso T. Rowe Price. "Per gran parte del 2026 i mercati avevano già ampiamente scontato questo esito, il che lascia pensare che l'impatto immediato possa essere contenuto".

"Una presidenza con meno margini di manovra potrebbe offrire un certo sostegno al dollaro statunitense, riducendo l'incertezza sulle politiche. Gran parte di questo aggiustamento, tuttavia, potrebbe essere già riflessa nei prezzi", prosegue l'esperto.

"Per i Treasury, un governo diviso non è necessariamente sinonimo di maggiore disciplina fiscale. Buona parte dello stimolo fiscale del One Big Beautiful Bill Act è già operativa. Deficit persistenti ed emissioni continue potrebbero quindi mantenere pressioni al rialzo sui rendimenti. Nel frattempo, gli investimenti legati all'AI stanno aumentando la domanda di capitale, con gli hyperscaler e altre società che ricorrono sempre più all'indebitamento per finanziare la propria espansione. Un governo diviso potrebbe inoltre ridurre le pressioni sulla Federal Reserve e, con esse, il rischio di un orientamento di politica monetaria eccessivamente accomodante", afferma Murray.

"Sul fronte azionario", prosegue l'analista, "il tradizionale rialzo che segue le elezioni di metà mandato potrebbe essere meno marcato, dato che gran parte dell'incertezza politica è già stata scontata. Le implicazioni più rilevanti potrebbero emergere a livello settoriale. L'AI e i data center potrebbero finire sotto una lente bipartisan più severa".

"Anche senza nuove leggi di rilievo, questo potrebbe pesare sul sentiment e ritardare alcuni progetti. Per il settore finanziario, il vento a favore della deregolamentazione potrebbe invece affievolirsi, perché un governo diviso rende più difficili ulteriori cambiamenti normativi. Il mercato immobiliare e delle costruzioni resta di fatto congelato dal divario tra i tassi ipotecari correnti e i tassi più bassi di cui beneficiano gli attuali proprietari di casa. È un problema che difficilmente potrà essere risolto solo per via legislativa", spiega l'esperto.

"In definitiva, le elezioni di metà mandato potrebbero incidere poco sulle forze che stanno già plasmando i mercati. Per gli investitori, le pressioni fiscali persistenti, la crescente competizione per il capitale e gli sviluppi normativi specifici dei singoli settori potrebbero contare più dell'esito elettorale in sé", conclude Murray.

dfg

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