11:58 | 05 nov 2026

FOCUS: Bitcoin immune allo stallo politico, pesa di più la liquidità (CoinShares)

MILANO (MF-NW)--"Bitcoin ha reagito con notevole calma alla vittoria su tutta la linea dei Democratici, un risultato che non sorprende particolarmente, considerando che i mercati avevano già iniziato a scontare questo scenario da diverse settimane. Con la conquista del controllo sia della Camera sia del Senato, i Democratici hanno ora la possibilità di limitare significativamente il margine di manovra di Trump negli ultimi due anni della sua presidenza", afferma James Butterfill, Head of Research di CoinShares.

"Tuttavia, gran parte di questo esito era già incorporata nei prezzi. La questione più interessante riguarda la futura condotta del Presidente: se assumerà un ruolo sostanzialmente marginale o se adotterà un approccio meno prevedibile. Trump conserva infatti ampi poteri in materia di politica estera, commercio e azione esecutiva. Una minore capacità di intervento sul piano legislativo non si traduce, quindi, necessariamente in una minore influenza sui mercati", prosegue l'esperto.

"Per il settore crypto, la conseguenza più immediata dovrebbe riguardare soprattutto il rallentamento dell'iter legislativo, più che un cambiamento nella direzione delle riforme. Il Clarity Act, la proposta di legge sulla struttura del mercato degli asset digitali, si trova ora davanti a un percorso decisamente più complesso, mentre il controllo democratico del Congresso conferisce al partito una maggiore influenza sulle agende delle commissioni parlamentari, sulle nomine e sulle indagini relative alle iniziative imprenditoriali crypto legate a Trump", affermal'analista.

"Questo potrebbe generare nuove tensioni sul piano mediatico. Tuttavia, rispetto a un anno fa, il Clarity Act ha progressivamente perso parte della propria centralità. Il Genius Act sulle stablecoin è già legge, mentre la Sec e la Cftc hanno portato avanti autonomamente iniziative regolamentari ed esenzioni, comprese misure relative ai titoli tokenizzati e alla struttura del mercato. In altre parole, il Congresso non rappresenta più l'unica strada per compiere progressi sul fronte normativo. Il Clarity Act garantirebbe comunque una maggiore certezza giuridica e una stabilità normativa più duratura, soprattutto per Ether, la finanza decentralizzata (DeFi) e gli emittenti di token, ma la sua mancata approvazione non equivale più a una paralisi regolamentare", dichiara Butterfill.

"L'impatto dovrebbe inoltre variare considerevolmente tra i diversi segmenti del mercato. Bitcoin risulta relativamente al riparo dalle incertezze legislative, dal momento che il suo status regolamentare è già ben definito. Le società crypto quotate negli Stati Uniti, dagli exchange agli emittenti di token, e le imprese che dipendono dal rilascio di nuove autorizzazioni hanno invece molto più da perdere. Allo stesso tempo, un maggiore controllo potrebbe persino rafforzare gli operatori affermati e pienamente conformi alle regole, aumentando i costi di operatività per i concorrenti meno strutturati. Tra le società crypto quotate, continuano a risultare particolarmente interessanti i miner che dispongono di energia, terreni e data center già operativi, in un contesto in cui gli hyperscaler dell'intelligenza artificiale competono per assicurarsi infrastrutture che richiedono tempi lunghi di realizzazione", spiega l'esperto.

"Al di là della politica, Bitcoin continua a essere guidato principalmente dall'andamento dei tassi d'interesse, dalla liquidità e dai flussi istituzionali. Questa settimana i prezzi del petrolio hanno registrato un forte calo, grazie ai primi segnali di progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, che hanno attenuato i timori di una nuova escalation. Questo sviluppo contribuisce ad allentare le pressioni inflazionistiche e, qualora dovesse consolidarsi, potrebbe concedere alla Federal Reserve un margine di manovra leggermente maggiore rispetto a quanto appariva possibile appena due settimane fa", afferma l'analista.

"L'economia statunitense, tuttavia, continua a mostrare una resilienza superiore alle attese. A settembre, le offerte di lavoro hanno raggiunto quota 7,5 milioni, mentre il dato ADP sull'occupazione si è attestato a 86.000 nuovi posti di lavoro, contro i 67.000 previsti dal consenso. Anche i recenti indici PMI hanno evidenziato una solida attività economica, con la stima preliminare dell'indice composito di ottobre coerente con un ritmo di crescita sostenuto. Il prossimo banco di prova sarà quindi rappresentato dal rapporto sull'occupazione di venerdì. Le attese del consenso, intorno ai 65.000 nuovi posti di lavoro, ci sembrano piuttosto pessimistiche, considerando che alcuni degli indicatori più incoraggianti emersi dalle indagini congiunturali suggeriscono un dato più vicino alle 100.000 unità", spiega Butterfill.

"Anche un dato sull'occupazione relativamente solido potrebbe comunque non modificare in misura significativa le aspettative sulla riunione della Fed di dicembre, dal momento che i mercati già incorporano ampiamente un ulteriore rialzo dei tassi di 25 punti base. Si sta quindi delineando una combinazione piuttosto particolare di fattori. Da un lato, l'esito elettorale rischia di rallentare il percorso legislativo del settore crypto, ma elimina un'importante fonte di incertezza politica. Dall'altro, il calo del petrolio migliora le prospettive sull'inflazione, mentre la tenuta dell'attività economica impedisce alla Fed di adottare un orientamento decisamente più accomodante", dichiara l'esperto.

"In questo contesto, le prospettive di medio termine per Bitcoin restano sostanzialmente invariate. L'esito delle elezioni non ha mai rappresentato la variabile dominante. I rendimenti reali, la liquidità in dollari e la domanda di Etp (Exchange Traded Product) continuano ad avere un peso maggiore, mentre la minore centralità del Clarity Act suggerisce che un eventuale rallentamento legislativo potrebbe avere conseguenze più significative sul mercato crypto nel suo complesso che su Bitcoin stesso", conclude l'analista.

dfg

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0511:58 nov 2026